Blattella Germanica e l’ ascensore.

 
Stamattina mi son ritrovato, scritto nel computer portatile di mio padre, nella pagina di Blocco Note in cui solitamente dedico un’ oretta al giorno per dar sfogo alla mia fantasia e voglia di scrivere, questo post:
 
<<Com’ hai fatto a venir qua? Questa è la stanza segreta che si chiama "fai la tua scelta". Qui puoi decidere se morire o vivere. Se vorrai vivere dovrai affrontare due percorsi, se, invece, vuoi morire me lo potrai dire che ti ucciderò io mangiandoti. Per vivere dovrai andare dal grande saggio (re degli scarafaggi) che ti farà vedere come potrai liberarti da quest’ ascensore seguendo una strada con delle… cosa? e poi si impiccò alla trave centrale della stanza, con una corda d’ acciaio.
Che la sua vita faceva pena, un povero spastico uscito da…>>
 
Ringrazio i miei fratelli e mio cugino per questo aiuto e avermi indicato la retta via verso l’ ispirazione tanto cara a poeti e scrittori di ben maggior successo.
Non prendetemi sul serio, per favore.
 
Sono sconcertato nel vedere con quanta calma un Homo Sapiens Sapiens del 2000 possa affrontare un momento di tale energia emotiva. Solitamente cominciano ad urlare, disperati, o a chiamare sul cellulare numeri di casa, mamma, papà, fidanzato, pompieri, polizia municipale, carabinieri, ambulanza, pronto emergenza per mogli maltrattate, capo, psicologo, omeopata, ortopedico, ne ho viste di tutti i colori nella mia corta, ma intensa, vita da Blattella Germanica (esatto nome scientifico.)
Comunque lasciatemi presentare: io sono Phil e ho preso il mio nome da "Classical Philology", la mia prima casa, un libro.
E’ lì dove ho imparato praticamente tutto ciò che so, per esempio:
quanto più una lingua è matura, tanto più specifici sono i suoni. Nell’ antico Egitto il suono "ab" denotava: danzare; cuore; muro; avanzata; richiesta; mano sinistra; figura. Tutte queste cose.
Vi rendete conto?
Ma mi son fatto prendere dall’ entusiasmo.
Per chiarirvi meglio le idee: la mia fama mi portò ad uccidere T.E. Lawrence, avvelenato di rabbia per il mio amore non corrisposto.
<<Io ti ho amato, e per questo ho raccolto queste maree di uomini nelle mie mani e ho vergato il mio testamento sulla volta
celeste.>>e io risposi: <<Andiamo, i turchi reclamano il Dio dell’ Uomo Bianco.>> Lui si ravvivò le antenne; poi fu facile. Lo condussi sotto la scarpa di un Homo Sapiens Sapiens che lo spiaccicò senza che se ne accorgesse.
Non fece resistenza.
No.
L’ uomo è ancora lì, sotto di me, col viso stretto tra le braccia. Poretto:
Spaventato da una società ignorante del volere della natura, che, con la sua testardaggine, l’ ha spinto in questa trappola di plastica, tra l’ altro destinata a rimanere sulla crosta terrestre per millenni e ancora millenni, facendogli credere che si fa meno fatica, si risparmia tempo ed è sicuro come lo sono le mie sei zampe.
Ma no, non è così, i miei arti si rigenerano, mentre il suo corpo non ha questo dono e se rimane qui ancora per 25 ore c’è una buona probabilità che schiatterà.
E in quel momento, Lavoratori di tutto il mondo unitevi! Non avete da perdere che le vostre catene!, ci sarà cibo in abbondanza per noi.
Mi avvicino a una macchiolina d’ umido, poco a destra dell’ angolo delle pareti, chissà non si trovi niente.
Comunque se l’ essere umano non è più capace di allevare la sua futura genere, narratrice di avvenimenti futuri e presenti, lodatrice di vincite  e perdite, di dolori e gioie, è la sua fine. Noi siamo presenti nel mondo da ben trecentocinquantamilioni di anni e i nostri figli porteranno avanti ancora e ancora la nostra specie.
Mentre, guardate gli umani, chi ha un figlio lo abbandona in un luogo pubblico, cercando di sistemarlo per almeno cinque orette, e spera che sia lo stato a insegnarli ciò che sono i doveri e gli impegni della loro società.
Invece i genitori non si degnano di un solo e, prezioso?, minuto… Più son giovani più sono svogliati e menefreghisti, più son vecchi più sono stanchi e deboli.
A chi tocca allevarli?
Chi li salverà da un mondo fin troppo tecnologico?
Chi li porterà sulla retta via della lettura, rubando le loro sfaticate menti ai videogiochi?
Chi insegnerà loro a come allevare un figlio se questi non hanno mai avuto le giuste attenzioni?
L’ uomo è destinato alla devastazione.
Un tempo le madri rimanevano in casa tutto il sacrosanto giorno a spazzare e badare i pargoletti, ad aiutarli con la scuola, eccetera.
Ore le madri vanno al lavoro (cosa che non avviene nella  mia comunità)… bene, parità dei sessi, una delle poche cose positive della costituzione (ahimè non del tutto) umana.Ma poi? Dopo ritornano a casa, mangiano, bevono, urinano, defecano, e si piazzano in salotto, gambe all’ aria, il marito di fianco e il bimbo, nella sua solitudine, in camera davanti a dieci schermi differenti, bombardato da notizie a non finire, messaggi subliminali, immagini che vanno e vengono ad una velocità impressionante, dati sparati nella sua mente.
Sono assonnato, troppo pensare mi stressa eccessivamente…
 
Blattella Germanica è bello…
Buon giorno e arrivederci.
 
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