Vita ed esaltazione di essa

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Respiro

 

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Non so, mi azzarderei troppo a pensare ad una giornata come lo stile libero?

1)Mi sveglio, bevo latte, mi vesto, vado in bagno, mi risveglio ulteriormente con acqua più o meno fredda, cerco di fare mente locale su dove siano le chiavi. Sull’ armadietto in salotto, chiudo la porta alle spalle, scendo le scale, prendo la bici, marrone e argentata, marrone da ruggine, argentata dallo scheletro di qualche metallo a me sconosciuto rimanente intatto, vago senza meta.

 

-Vuole qualcosa?

-No, stavo solo dando un’ occhiata… in giro.

-Le faccio vedere gli ultimi articoli? Sono appena arrivati.

-Uhm… certo, grazie.

Un corridoio verde e blu è circondato da jeans, magliette, bermuda, infradito, felpe, capellini, faccio fatica a farmi strada tra i clienti abituali e un folla, ben posta in fila indiana, di “t-shirt” (termine inglese con cui la commessa descrive qualsiasi cosa, persino la macchinetta di profilattici impiantata all’ entrata: <<La precauzione e igiene prima di tutto, e poi, farlo con le giuste protezioni, ecco, va di moda, no?>> Non è una domanda, non rispondetele per favore, perché vi guarderebbe male e cercherebbe di cacciarvi dal suo territorio.)

-Ecco le t-shirt e articoli appena arrivati da…

-Da?

-Milano.

-Ah! Occhei.

Magliette e magliette rosse, nere, verdi, tappo, metallo bici, ruggine, bianco nuvola, nero inchiostro, e tante altre. Tutte, tutte con una sola immagine stampata:

quella di un uomo sui, non so, 30 anni? (correggetemi se sbaglio) Con due baffetti, barbatta, occhi severi, persi nell’ orizzonte e un capellino nero.

-Che Guevara?

-No è Ernesto Rafael Guevara De la Serna.

La guardo sorpreso, tentando di non aprire la bocca per ribattere sul perché di quell’ inutile correzione.

-Ma è su ogni maglietta.

-Sì, è la nuova moda, non c’è ragazzo che non la porti.

-Ah sì?

-Sì, si chiama moda underground.

-Mi scusi ma, ecco… E’ lo sfruttamento di un’ immagine questa, per far soldi…

-Assolutamente no.

-Quanti altri oggetti vendete con questo, “stemma”?

-Poster, bicchieri, libri, cappelli, jeans, mutande, reggiseno, mouse, cartoline, bandiere, biro, e tanto altro.

Sono sbalordito dal modo in cui questa frase viene detta dalla commessa: come un disco registrato, senza un più piccolo segno di umanità, senza sentimenti ne tono. Passiva.

-E questo non è sfruttare l’ immagine?

-Noi seguiamo solo la moda.

-E poi… e poi questo non è un negozio d’ abbigliamento?

-Noi seguiamo solo la moda.

-Occhei, arrivederci…

 

2)Torno a casa e mangio, qualcosa di surgelato. Mi rilasso davanti alla tivù mentre penso a cosa scrivere in questi giorni, sono all’ eterna ricerca dell’ originale: miraggio di ogni persona che si rispetti: uscire dagli schemi: essere riconosciuti per ciò che si è.

Ormai descrivere le cose di tutti i giorni comincia ad essere originale, io non so se esserlo, ma lo spero;

Ormai scrivere come si parla è essere originali;

Ormai non seguire questi suggerimenti, che non so neanche da dove stanno uscendo, è essere originali.

Faccio molta fatica a pensare a qualcosa che nessuno non ha ancora scritto, e di cui non ho letto niente.

Ieri in piscina, momento di beatitudine e godimento, m’è venuta l’ illuminazione, che però non riesco ancora ad afferrare in pieno, impalpabile, mi stanco troppo velocemente davanti alla tastiera a picchiettare su quadratini di plastica.

Porto fuori Zanza, quell’ inutile bastardo che, però, è l’ unico veramente originale fra noi.

Lo invidio.

Mi porto il sedere sulla sedia di paglia in camera mia e comincio a leggere un manga qualsiasi col continuo presentimento che mia madre possa entrare e sorprendermi, quindi, mi metto a sfogliazzare latino.

 

3)In questo punto la mano destra sfiora l’ orecchio corrispondente e poi taglia a metà l’ acqua, atrito da tutte le parti, ti senti il cervello inondato dall’ accadueo, gli occhi gonfi dal cloro tentano di mettere a fuoco un’ immagine qualsiasi, le gambe pompano acido lattico, i capelli ti fanno un male cane, stretti dall’ inutile cuffietta di plasticaccia, la gente ti supera e sorpassa, ma te sei impassibile: non le vedi, ti fissi sull’ obiettivo, le orecchie fischiano, ma te nuoti. Ehehehehe.

 

4)Finalmente sei molto vicino al respiro, hai i polmoni ridotti a due noccioline, come i reni, solo poco più grandi, il braccio sinistro sfrega questa volta sulla guancia, l’ accadueo del cervello ti esce dalle narici, un’ esperienza fantastica, stringi i denti, ora vedi le bollicine, stringi i denti più forte cazzo! Resisti! Non svenire, ormai la giornata finisce, sempre più velocemente, ormai c’è il respiro.

Le braghe si muovono insieme alle gambe, hai le perfetta visione del tuo corpo immerso nell’ acqua.

I sensi ti pulsano nel corpo, hai la perfetta visione di ciò che hai intorno, la perfetta coscienza di ciò che ti può accadere, il mondo non ha più segreti, una visione perfetta.

Il rumore dell’ atrito si intensifica.

Un casino eterno.

Ti verrebbe da urlare.

L’ adrenalina scorre, scorre.

Ahahahahahahahhh, cazzo.

Urlate allora! Urlate!

A chi non è venuta voglia di urlare nel vedere film come 300, Rambo, Wanted (fa cagare, vi prego di non spendere soldi per andarlo a vedere)?

Ti senti, come si dice? Esaltato! Ti esalti!

Una bracciata e respiri!

Leggete, i brividi nel braccio, guardatevi il braccio, su, dai, la pelle d’ oca, la vedete?

Io sì!

Ahahahahahahahhh!

I punti esclamativi ti riempiono la mente, !!!!, urla!

URLA!

URLA!
URLA!

URLA!

Bracciate

 

Respiro
AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!

 

Respiro)

Ti senti trascinato di peso da due solide mani, t’hanno soccorso, è stata una benedizione, ci mancava poco e ci lasciavi le penne.

Però hai urlato, ti sei sfogato, hai dimostrato a tutti chi sei, ti mancava un respiro e ce la facevi, poco importa…

 

 Ti sei esaltato?  

 

 

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6 risposte a Vita ed esaltazione di essa

  1. Silvia ha detto:

    AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH

  2. VaLe ha detto:

    e il riassunto che ti avevamo chiesto io e pacco dov’è?? o.O

  3. Josef ha detto:

    Se vuoi sembrare tonico, nervoso, vitale non devi cercare di dimostrarlo a tutti i costi. Certo che è paradossale, prima "se vuoi sembrare" poi "non devi cercare di dimostrarlo". Forse semplicemente devi esserlo.Alla fine la quotidiniatà ha un suo valore, anche forte, importante. Il renderla nuova, singolare e attraenta costa fatica, e tanta.Non è che bisogna essere ancor prima di scrivere?

  4. Scaglia ha detto:

    Il fatto che sono partito col pensiero che
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    bracciate
     
    Respiro
     
    E’ un pò come la vita, ma ho preso una brutta piega verso il 4 e mi sono sconcentrato, e il computer m’ aveva messo la musica sbagliata, e non sapevo come finirla, allora, scoprendo una pelle d’ oca da paura sul braccio (che ho 20 ore su 24) sono partito…
     
    Ho esaltato qualcuno?

  5. carlotta ha detto:

    …………???????????????????????………….bah

  6. Josef ha detto:

    Probabilmente volevi esaltare te stesso.E non è un male, per niente.

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