Io: felicemente pupazzo.

Diario di bordo (breve pausa culturalmente ricca):

La mia colonna sonora di queste due settimane sui monti Apennini Bolognesi è stata:

Consolers of the Lonely dei Raconteurs

Le devo molto…

 

Ma ora iniziamo:

 

 

Me ne rimango qui a sudare.

Riflettori di luce bianca mi abbagliano da ogni angolo dell’ enorme stanza.

Le pareti rivestite di cartone nero fanno in modo che non ci siano riflessi tutt’ intorno.

Una ventina di persone sono al mio cospetto, davanti a me, una metà seduta, l’ altra metà in piedi, a bocca aperta.

Pendono dalle mie labbra anche se non ce le ho in questo momento.

Pendono dai miei gesti.

Davanti a me:

una telecamera.

Dietro di me:

uno schermo a cristalli liquidi verde fosforescente.

Immagino che se una persona rimanesse a guardarlo per più di sei, forse sette, minuti si manderebbe a puttane l’ intera retina oculare.

Fortunatamente i miei fan hanno tutti solidi occhiali da sole. Firmati.

Io:

la loro eclissi.

Se solo mi vedessero ora, qui sotto, coi capelli bagnati, in canottiera e mutande fradici, a sudare, volterebbero lo sguardo indignati.

Non ridete.

Invece stanno assistendo al favoloso spettacolo del mondo dell’ orsetto Ecap contro l’ arcinemico di sempre Olovaid.

Io:

soffice, tenero, nocciola, coccolone, orsetto Ecap.

Il nome del cazzo inganna: sono astuto come una volpe, voglio un mare di bene ai bambini, le mamme non m’ hanno mai denunciato per pedofilia e combatto per un eterno arcobaleno di felicità, pace e vita.

Voler bene: due parole che comprendono il mio contratto di lavoro.

Comunque dove abito non c’è essere vivente che non sia fatto da quattro merdapixel.

Battute oscene: due parole che comprendono il mio contratto di lavoro.

E, soprattutto, non c’è nemmeno un climatizzatore, nemmeno finto.

Climatizzatore: una parola che non comprende il mio contratto di lavoro.

E, quindi, questo camerone rivestito di carta nera diventa, specialmente d’ estate, un forno da cremazione.

Un cazzo di climatizzatore costa troppo?

Se volete vi insegno un, sì, un trucchetto del mestiere, tra virgolette: non c’è costume che indosso quotidianamente che sia privo di un bel pannolone nella zona pacco. Si suda tanto che sembrerebbe che l’ orsacchiotto si sia pisciato addosso, ci credereste?

Il bambino accende la televisione e si trova davanti un paffuto Ecap impegnato in una cattura della farfalla, bagnato nella divaricazione delle gambe.

Uno shock.

Allora ci mettono un mega assorbente e, se è veramente caldo, anche sotto le ascelle, non senza una buona dose di profumato talco.

Sissignore.

-Alza la testa un po’ più a destra. No, la mia destra. Ancora un po’. Così, perfetto.

Davanti ad un albero!

Che sorpresa!

Bambini! Ehi!

Davanti ho un albero!

Sapete che tipo di albero è?!

No?!

Ve lo dice lo zio Ecap!

Piego le braccia in modo che le mani vadano sulla bocca del pupazzo, quindi sulla mia fronte reale, ora mi abbasso, la schiena ben dritta, le ginocchia si flettono fino a quando il mio culo non tocca i talloni. E op. Un bel saltello a caviglie vicine. Spalanco le braccia, mani ben aperte, non sto sorridendo, ma il costume nasconde il mio vero stato d’ animo. A mezz’ aria sembro quasi un cristo crocifisso. E poi tutti mi guardano.

Io:

il loro salvatore.

il loro profeta.

Presto datemi da bere del sano aceto e via, verso un week-end all’ inferno con Olovaid, fatto da battute oscene.

Atterro tentando di non  cedere sui polpacci.

E mi fermo.

Sono stanco e non mi ricordo più cosa fare.

E’ una continua sorpresa questo programma, i bambini mi vedono camminare sul posto, accarezzare finti uccellini, saltare fossati, parlare con bambini fatti da pixel.

Più imparo più i bambini imparano.

Io devo essere sempre sorpreso come loro devono essere sempre felici e sorridenti.

Ma volete sapere cos’ è veramente sorprendente?

Sapere che tutta la gente che ti circonda possa essere daltonica e tu, sì tu, l’ unica che riesca a percepire i colori reali, è sorprendente.

Pensare che per quanto sia differente il cibo che mangi, dal gusto al colore, dall’ odore all’ aspetto, alla fine esce dal tuo ano nella sempre marron forma, è sorprendente.

Capire che dopo la vita ci possa essere qualcos’ altro, è sorprendente.

Non questa merda di programma.

I bambini non capiranno mai che sotto quella pelliccia di nylon c’è un essere in carne ed ossa, che in momenti di gioia e allegria pensa a come farà a pagare l’ affitto del condominio, a quando potrà riscoparsi una bella ragazza, a quanto riuscirà a sudare.

Io non sono Ecap.

Il mio rischio è proprio quello di confondere lavoro con vita privata.

Ai bambini andrebbero fatte vedere le vere disgrazie. Morti. Distruzioni. Incendi. Uragani.

Non sarei mai un buon padre.

Ma che volete da Ecap?

Verde intorno a me: il colore della falsità.

Io:

 

 

 

 

 

 

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9 risposte a Io: felicemente pupazzo.

  1. Ada Maria ha detto:

    Praticamente questo programma funziona come star wars……schermo verde nella realtà, ma agli occhi degli spettatori tutta altra cosa a partire dall’orsetto Ecap, giusto????
     
    Forse sarebbe giusto far vedere ai bambini la verità del mondo e le cose brutte che avvengono ogni giorno, ma forse è anche giusto che per un pò si illudano, credano che la realtà è fatta di orsetti, farfalle e bambini felici….Purtroppo un giorno si renderanno da soli conto di come gira il mondo e dovranno convivere con questa triste verità per il resto della loro vita….concediamo loro almeno un attimo di felicità….
     

  2. Scaglia ha detto:

    Grazie Ada Maria! Pensavo che il acconto avesse fatto tanto schifo che nessuno voleva più commentare…
     
    Comunque per esperienza diretta io ho passato la mia infanzia mangiando pomodori biologici, guardando (solo e soltanto) Cenerentola, dormendo con la lucina nel comodino da una parte e dall’ altra una buona dose di pietre "new age" per scacciare i pensieri negativi dalla mia mente e farmi dormire con tranquillità.
    Questo fino ai tre anni.
    Poi sono nati due fratelli e hanno rinunciato al tentativo di creare un bambino modello pieno di positività al suo interno e hanno deciso che i bambini vanno lasciati alle loro esperienze con un occhio di riguardo…
     
    Un giorno mio padre mi chiese durante la visione di un tg:
    "Ma a te cosa piace del telegiornale?"
    E io ripsosi:
    "Gli uragani, le catastrofi, morti, cronaca nera."
     
    E avevo solo 9 anni.
    Ora leggo Cuck Palahniuk (di cui "Cavie" è davvero tendente splatter a mia sorpresa), scrivo cavolate a volte interessanti sul blog, non mi impegno troppo a scuola.
    In pratica:
    stò recuperando i tre anni passati (credo inconsciamente).
     
    Mentre i miei fratelli (smollati subito per mancanza di voglia) si fanno meno problemi ad uccidere Zombie alla playstation.

  3. Scaglia ha detto:

    Voglio anche chiarire che mi sono svegliato due minuti fa e, solo nella prima riga del commento sotto, avrò scritto almeno almeno 8 errori grammaticali, non sorprendetevi nè impressionatevi.

  4. Ada Maria ha detto:

    Prego!!!!!A me sinceramente il racconto è piaciuto un sacco…..E soprattutto credo che da ora in poi ricorderò che "il verde è il colore della falsità"…….
    Oddio!!!!!!Guardo il mondo e vedo che tutto intorno a me è verde!!!!!Ora capisco…..
     
    Insomma pomodori biologici, pietre new age e Cenerentola non sono serviti….Ma meglio leggere libri splatter, non impegnarsi a scuola, e scrivere cavolate sul blog che passare le giornate davanti ad un videogioco ad uccidere zombie, no???
    Almeno tu a nove anni ti eri reso conto che la realtà erano catastrofi e uragani e non zombie digitali che vedi ogni giorno sullo schermo….
     

  5. Scaglia ha detto:

    Non a acaso il mio blog ha come sfondo il verde!
    Se, poi, ci dovessi girare un film gli effetti speciali non avranno problemi.
     
    Comunque i miei fratelli non hanno solo quella ossessione:
    si stanno dannando a trovare una pistola ad aria compressa per castigarmi,
    non leggono,
    uno (il mezzano) adora anche Rambo!
    E non sono più tanto piccoli.
     
    Non mi posso lamentare…

  6. Ada Maria ha detto:

    Per consolarti avrei potuto dirti che erano piccoli e che era possibile il recupero…ma visto che sono già grandi, beh….mi sa che non c’è nulla da fare….ma non è detto….Io, per esempio, ho iniziato a leggere alla veneranda età di 15 anni e non ho più smesso….e fino ad allora dicevo che odiavo i libri, mentre ora non posso vivere senza…..
    Certo Rambo è difficilmente tollerabile…..
     
    Hai tutto il mio appoggio e spero per te che i due fratelli non trovino la pistola ad aria compressa….Al tuo posto, comunque, mi attrezzerei con un’armatura….non si sa mai…..

  7. Josef ha detto:

    Di solito si è abituati a riconoscere delle maschere sul volto delle persone, si parla della trasfigurazione facciale per rendere la "falsità" dei comportamenti. Usare un travestimento per il corpo e parlare di quest’ultimo, con tutto il disgusto che ne risulta, da però un’idea più concreta, maggiormente fisica e quindi più reale. E’ questo il punto, anche il viso è di per sè falso, figurativo, del tutto diverso dagli arti e dal torso.Mi sono allontanato un pò dal centro, forse.

  8. Scaglia ha detto:

    No, tranquillo.
    Anzi, mi stavo preoccupando…
    Pensavo che non m’ avresti più commentato…
    Oddio,
    no,
    sigh,
    no,
    Non farmici pensare…
     
    Comincia ad essere tardi.

  9. Ada Maria ha detto:

    Visione un pò pirandelliana…..Beh….è vero….anche il nostro volto è una maschera, che cambia continuamente….Ma come si fa a stabilire chi siamo veramente?????Che cos significa quando diciamo "IO"?????
    Ho l’impressione che i primi a non saperlo siamo proprio noi stessi….

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