Soldi. La società dello spreco.

Non è vero che per vivere ci vogliono i soldi.

Nella vita per vivere c’è bisogno di molto altro.

Il cibo, i vestiti, l’ elettricità, e tanto altro.

La società è arrivata al punto da impedire all’ essere umano di acquistare questi beni senza una moneta.

Allora sì, che servono i soldi.

E alla fine, coi soldi, possiamo comprarci tanta altra roba, apparentemente utile.

E così con l’ emmepitrè si bruciano 180 euro di Papà.

Il televisore brucia mille e 459 euro di Papà.

Il motorino brucia 3469,99 euro di Papà.

La chitarra brucia 240 euro di Papà.

L’ amplificatore brucia 160 euro di Papà.

Il computer brucia  mille e 100 euro di Papà.

E, chiariamo, il Papà sono io.

E il Papà si ritrova in crisi.

Un bel falò di soldini sopra la testa di mio figlio, quella di mia moglie, del mio cane, di tutte le piante del giardino.

Sono tutte torce umane, sopra di loro rimarrà lo spirito dell’ economia dedita allo spreco.

Essendo che bruciare le banconote, nel vero senso della parola, è un delitto, poiché in tal modo si abbassa il valore economico della moneta nazionale, noi facciamo gli auto trasgressori, gli (o “i”?) suicidi.

Abbassiamo il valore, più mentale che economico e concreto, della moneta che possediamo.

Un euro?

E’ un decimillesimo di una macchina.

Io che non ho nemmeno il diploma di terza media queste cose le capisco.

Che ci stiamo auto demolendo dico.

In quel momento e solo e soltanto in quel momento ho capito cosa avrei dovuto fare da molto, molto tempo.

No, non mi suicidio. Non mi và.

Il trasgressore della legge pubblica.

No, non rapino le banche o i porta valori.

Brucio.

Le banconote, sì.

I soldi.

Come mio figlio brucia il mio portafoglio, io brucio quello degli altri.

E rovino lo stato che si ritrova a ritirare meno soldi di quanti ce ne sono in circolazione.

Brutti bastardi, vi faccio provare ciò che provo io tutti i santi giorni.

Allora ogni sera vado fuori, all’ inizio con un cutter.

Gli dicevo: fermo!

Gli dicevo: il portafoglio!

Loro impauriti me lo davano con mano tremante.

E io Gli dicevo: quanti te ne servono per tornare a casa?

Prendevo la differenza di banconote, gli restituivo il portafoglio con i pochi spiccioli e tutti i documenti.

Quindi davo fuoco alla carta davanti ai Suoi occhi.

Inizialmente Si spaventa, sbarra gli occhi, tende ad aprire la bocca, ma, via via che il falò si propaga, si rilassano, non capiscono chi hanno davanti e perché stia facendo una cosa del genere, ma, in fondo in fondo, godono a quella visione.

E’ grato del portafoglio in pelle restituitigli, è grato dei documenti riavuti,

ma quella visione

quella visione

un gesto così potente ed insignificante,

no,

a lui del portafoglio in pelle e dei documenti non gliene frega niente,

ciò che ha davanti agli occhi è una cosa impensabile,

insomma, bruciare ciò che ci tiene in vita è una cosa insensata,

un po’ come crocifiggere Gesù Cristo,

è proprio sta atmosfera di pazzia, di antitesi,

di pazzia, 

Che piace talmente tanto che, alla fine, è lui stesso a chiedermi di bruciargli tutto ciò che possiede in quel momento.

C’è chi si unisce a me all’ atto sacrificale,

chi mi incita,

chi mi ringrazia con le lacrime agli occhi,

c’è persino chi mi ha consegnato giacca, cravatta, orologio, telefonino, aspettando che li diedi fuoco.

Un cittadino modello.

Ora siamo un vero e proprio plotone.

Se di notte ci vedete passare per strada non abbiate paura, unitevi a noi.

Pian piano stiamo danneggiando la società,

la stessa che ha tentato di danneggiarci a suo favore.

Noi siamo la società,

se dobbiamo precipitare porteremo con noi tutti quanti,

tutti voi

precipiterete insieme

 

alla società.

 

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8 risposte a Soldi. La società dello spreco.

  1. Josef ha detto:

    Il paragone idolatrico mi piace…. Questo perchè la moneta più che un mezzo è diventato un’arteficie, una divinità che si prodiga nell’autocompiacimento.Raffiguri però una società utopica perchè pronta a rinnegare con eccessiva facilità il denaro. Lo stesso protagonista brucia il denaro altrui. Sarà un caso? Domanda retorica.

  2. Scaglia ha detto:

    Tutti i miei racconti sono parzialmente utopici,
    protagonisti che escono dagli schemi,
    racconti più visionari che altro.
    L’ illuminazione m’è venuta andando a comprare un amplificatore per mp3, appena comprato l’ ho provato, ed era rotto, quindi sono ricorso al negozio e me l’ hanno sotituito, gentilmente.
    Al ritorno pensavo ai soldi spesi, poi ho pensato al fatto che bruciare soldi è un atto illegale, e sono arrivato all’ intervento del blog.
     
    Inizialmente ero più sulla strada che lui bruciasse anche le sue banconote, poi ho pensato:
    "facciamolo veramente stronzo sto qua", un pò come tutti i miei protagonisti, e allora ho saltato quel punto. 
     
    E pensare che un tempo ciò che scrivevo prendeva, SEMPRE, una via ironica/comica.
    Tentavo di far ridere la gente.
     
    AH!

  3. Daniele ha detto:

    Ma sì, uniamoci al gruppo e bruciamo tutto, magari anche i vestiti…sì dai, giriamo nudi x le strade fregandocene della società, che ci fa soffrire ogni giorno…


    ..no, aspetta…non è un tantino esagerato? O_o
    …vabbè, parlando seriamente, io credo che in fondo non è solo colpa della società che ci ha manipolato, ma anche nostra, visto che la società la creiamo noi, col le nostre mani, anzi, per meglio dire, ci distruggiamo, eleggendo i capi che vogliamo NOI, o robe simili…
    Oh, quanto sarebbe bello nasconderci in una grotta, soli, semi-nudi, coperti di una semplice pelliccia d’animale (anche d’inverno? O_O), cacciando e coltivando, sottolineo, sempre SOLI…
    Ma magari questo va contro la legge, la società…
    …o magari sto diventando io utopico…
    …forse ogni tanto un pò d’utopia fa bene…
    …mah.

  4. Josef ha detto:

    Zanza, il tuo protagonista più che stronzo, come tu lo definisci, mi sembra ipocrita. E la cosa è un bene, lo rende più reale.

  5. Scaglia ha detto:

    Zanza, oltre che ad essere il mio protagonista per eccellenza, è anche il mio cane…
    Anch’esso ipocrita, ve l’ assicuro.
    E poi il sottoscritto è ipocrita,
    scrivo ciò che non potrei mai fare.
    L’ importante è che non pensiate sia un ipocrita fallito: quelli che si chiudono in se stessi e vivono "nella fantasia" e nel mondo che si creano.
    Sono un ipocrita che si rende conto di esserlo.
    Ecco.
     
    Daniele: alla fine il protagonista stesso si rende conto che lui fa parte della società, quindi, preso dallo sconforto di una vita che non riesce a gestire, a manovrare, decide di portare l’ intera società, al fallimento.
    E’ un egoista.

  6. Josef ha detto:

    Ho scritto una stronzata…… Volevo scrivere Scaglia (per chiamarti! mi piace pronunciare il nome delle persone con cui parlo) e invece ho scritto Zanza. Me ne scuso.

  7. Scaglia ha detto:

    Accetto le scuse.
     
    Naturalmente stò scherzando.
    Infatti non capivo molto bene, ma in un certo senso si può dire che il protagonista sia Zanza.
    Pensavo anche di averlo scritto da qualche parte.
    E poi, JosefK, è la prima volta che scrivi qualcosa di poco "profondo".
    Di solito le tue sono perle di saggezza.

  8. Josef ha detto:

    Non ho scritto cose "profonde" e "perle di saggezza"? Diciamo che evito di scrivere più di un tot di fesserie alla volta.

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