Verità.

-Allora lui mi dice, senti torno alle due, di notte eh?, e io ci rimango, non distolgo lo sguardo dalla televisione ma mi limito a dire, occhei scrivimi.

Capito? Scrivimi. Questa battuta è, sì, ironica, ma spiega da sola il contesto con cui stanno andando avanti i nostri figli.

-Scrivimi?

-Sì, scrivimi, in pratica è come dire, occhei vai rimani fuori quanto ti pare ma sappi che è molto fino alle due di notte.

-Quanti anni ha tuo figlio?

-17 a Novembre.

-E allora di che ti preoccupi, scusa?

Continuiamo a camminare per il marciapiede mentre le macchine, alla nostra sinistra, continuano a sfrecciare senza mai fermarsi,

i viali: macchina di morte, provate a mettere un piede in strada, dai, provate, e vi ritroverete tanti piccoli ossicini sparsi per il sangue.

L’ aria qui non smette mai di soffiare solo per lo spostamento di queste maledette autodimerda.

Non sto scherzando.

Davvero.

Ora poi sono le quattro, non dovrebbe esserci troppa gente in giro, e invece no!

C’è sempre il lavoratore preso dallo stress con cinque cellulari in mano, una sigaretta in bocca e il piedi adagiato comodamente sulla leva dell’ accelerazione che gira per i viali perché…

Perché?

Perché sì!

Il colletto non alzato mi fa passare un fiotto di gelo nel coppino, dritto dritto per la schiena, sudata.

Credo che morirò oggi stesso.

-Senti devo andare, sono in ritardo.

-Occhei, m’ ha fatto piacere sentirti.

Anche a me, credimi.

-Ciao.

-Ciao… ah! Scusa, non m’hai ancora detto che ci devi fare qui.

Ormai è troppo tardi, la Signora m’ ha visto dalla finestra del 4° piano, quindi la porta del condomino stile fascista era già aperta, e il mio corpo dall’ altra parte di questa, tutto affinché io non risponda alla sua inutile, prevedibile, e a soli scopi pettegolezziani, domanda.

Dentro non si sente più niente.

Le macchine scompaiono, la gente svanisce, l’ amico delle superiori muore.

Qui sono solo, sano e salvo.

Davvero.

Salgo i cinque scalini  di marmo bianco e mi ritrovo nel piano terra leggermente rialzato.

Senza farci caso espiro profondamente,

con l’ indice destro prenoto l’ ascensore che con un impercettibile cigolo comincia a scendere.

Con grande solennità mi apro le porte dell’ arcano veicolo, le richiudo alle mie spalle, e questo si rimette in marcia.

Una strisciolina bianca riflette sul mio naso una riga di luce verticale, che scompare e ricompare tanti quanti sono i piani percorsi.

Ecco il quarto e ultimo piano.

Il mio.

La porta si trova esattamente davanti all’ uscita dell’ ascensore.

Persino da qui ti colpisce un profumo di lavanda.

Davvero.

Un odore tanto forte da mandarti in paranoia le narici, te le apre a pugni e ti penetra tutto il setto nasale fino ad arrivare al cervello, dove rimarrà per tutta l’ ora i residenza, come acqua e cloro in un classico dorso fatto male.

Prova a toglierti l’ odore soffiandoti il naso e vedrai cosa succederà.

Ti prendono fuoco i peli delle narici.

Davvero.

-Ciao Francesco!

-Ciao.

-Sono subito da te, intanto scegli la camera.

-Sì.

Dritto per il corridoio e a sinistra.

La stanza è verde, un materasso giallo al centro, circondato da piante esotiche, bonghi e pietre, forse minerali, dai svariati colori.

Le serrande delle finestre sono parzialmente chiuse, l’ unica luce che entra è filtrata da tende azzurre.

Davvero.

Lavanda nel cervello, umpf.

-Mi tolgo le scarpe qui?

-Sì sì, appoggia anche il cellulare e le chiavi sulla sedia.

-Occhei.

La lavanda serve per coprire la puzza di piedi della gente che viene qui a farsi curare, questo è certo.

Davvero.

Mi stendo sul materasso, inspiro profondamente, quindi, accomodando la testa sul leggero cuscino, espiro, il naso mi s’è stappato appena entrato.

Tutto grazie alla….

Non c’è bisogno che ve lo dica no?

-Ciao.

-Ciao.

La Signora avrà sui cinquant’ anni, ancora bella in viso, poche rughe che delineano i suoi lineamenti leggeri, graziosi, perfetti, occhi verdi, lucidi e svegli.

-Com’è andata?

-Non bene.

-Cos’è che ti blocca?

-Sinceramente non lo ho ancora capito.

-Spiegami.

-Non so.

Il mio tono va calando, mi sento sempre a disagio in questi momenti.

-Io

La Signora mi si avvicina, io sto parlando molto molto piano.

-Io non riesco proprio a sbloccarmi, al lavoro penso solo a quello, capisci?, non riesco neanche più a concentrarmi, l’ idea fissa….

Deglutisco

-….rimane quella….davvero, ora faccio fatica a parlare persino ai miei superiori, poi, quando esco, cambia tutto, ritorno alla normalità.

-Ma guarda.

Silenzio.

-Senti: lo sai, è il canale d’ energia positiva che va dal setto nasale, precisamente qui.

Con l’ indice e il pollice m’ afferra la parte superiore del naso, tra le due sopraciglia.

-Fino alla vescica, per poi arrivare al…

Mi percorre tutta la parte del corpo destra con l’ indice.

-…femore. E se ricordo bene, te lo ruppi a…

-Ad un anno, sì.

-Ecco, questo spiega molte cose, l’ energia che hai dentro te è troppa, si concentra tutta in un unico punto e cerca di fuoriuscire, immagina, immagina un fiume bloccato da delle pietre e rami, pian piano che scorre comincerà a fuoriuscire dagli argini, no?

Annuisco con la testa.

-Noi dobbiamo togliere questi blocchi, ripulire il fiume e fare in modo che ricomincia a scorrere per bene, però è come se fossimo dentro un tunnel chiuso da delle porte, che tu sia all’ inizio di questo o alla fine il buio rimane, no? Noi siamo alla fine di questo, vicini alla porta, però la differenza non la notiamo proprio a causa del buio, sempre uguale, indipendentemente dalla posizione. Noi siamo vicini alla soluzione, il grosso dei detriti l’ abbiamo tolto.

-Bene.

-Ora chiudi gli occhi.

Li chiudo, comincio a respirare, la Signora m’ appoggia un cristallo abbastanza pesante e trasparente sul torace, tra un polmone e l’ altro.

Quindi mi porta la mano destra aperta, con le dita ben distese, sulla fronte e io mi addormento.

Davvero.

Col profumo di lavanda nelle narici.

Dopo un’ ora mi risveglio, mi sento meglio, ringrazio, pago la Signora, riprendo l’ ascensore, esco dalla porta, tutto come al solito.

Ed ecco che mi sbuca una macchina davanti, gli abbaglianti accesi, è pomeriggio, io non capisco più niente, lavanda nel cervello, tento di proteggermi con le braccia la faccia ma è troppo tardi, non ho potuto neanche vedere che marca era l’ auto.

Mancava così poco alla fine del tunnel.

Davvero.

 

 

 

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12 risposte a Verità.

  1. Alicina ha detto:

    bello bello. Amo i finali tragici, sisi…ma come riesci a immaginare situazioni così particolari?? La Longia non ha più scampo u.u

  2. Josef ha detto:

    Morire delle proprie paure è il finale migliore di una vita. Migliore…… almeno da un punto di vista spettacolare.

  3. Daniele ha detto:

    Bravo Francesco, bella storia complimenti, mi ha insegnato un mucchio di cose, credo..
    tipo che non bisogna mai andare in un centro di massaggi, che ti rincoglionisce più di prima; perchè era questa la morale della storia, vero?

    vero?


    …vabbè,lasciamo stare, che è meglio.
    Piuttosto speriamo che l’auto che ti ha investito non si sia rovinata.

  4. Scaglia ha detto:

    M’ero dimenticato di mettere un’ ultima frase prima di quella che dice:
    "Mancava così poco alla fine del tunnel. "
     
    Dovevo metterci:
    "Uno schizzo di sangue mi copre la vista."
    e poi:"non ho potuto neanche vedere che marca era l’ auto"….
     
    peccato, davvero.

  5. Josef ha detto:

    Non lo so se conveniva aggiungerlo, forse è stato meglio così. Avresti allungato la sua morte, sarebbe stato crudele.E comunque puoi sempre modificarlo il post, nessuno te lo vieta.

  6. Scaglia ha detto:

    se dici che è stato meglio così, lascio così, tanto tutti andranno a vedere i commenti e leggeranno cosa dovevo aggiungere, non ho voglia di modificarlo….
    Senti, JosefK, ma t’è piaciuto come racconto?
    O no?

  7. Josef ha detto:

    Non è male. Ci sono però alcuni punti un pò confusionari, dove non ci si riesce bene a districare tra chi parla e chi ascolta. Ora vado di fretta, poi lo rileggerò e ti dirò meglio.

  8. Scaglia ha detto:

    grazie mille.

  9. Alicina ha detto:

    a me piace di più senza la parte dello schizzo di sangue… rende meglio l’idea di una morte immediata, per me sta bene così… e voi mi direte: "ma chi te l’ha chiesto??" e c’avete ragione u.u

  10. Scaglia ha detto:

    No no, va tutto bene:
    più mi commentate più la mia energia spirituale salirà, quindi continuate così, i pareri son benissimo accetti!

  11. chiara ha detto:

    bravo … l’ unica cosa da migliorare è la confusione in certi pezzi di racconto e il finale a mio parere … però compliments mi è piaciuto il racconto … originale! 

  12. Scaglia ha detto:

    Grazie mille per i complimenti, la confusione in alcuni pezzi dev’ essere dovuta dal fatto che si mescolano le frasi dette dal protagonista e dal suo interlocutore….
    Posso farti una domanda,***?
    Cho sei?
     
    Ma, comunque, se vuoi rimanere anonimato per me non è un problema, davvero.
     
    Grazie ancora per aver letto i miei racconti!

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