Bianco

Note mie: Prima di leggere questo racconto, se vorrete farlo con gusto e piacevolmente, copiatelo e incollatelo su un foglio di Microsoft Word, o qualunqu’ altra cosa in cui puoi incollare un testo…. Basta che lo sfondo sia bianco.

 

 

 

La grande storia necessita sempre di qualche vittima.

Volete ottenere qualcosa?

Suicidatevi a favore della vostra causa e tutto si avverrà.

Un’ occupazione a scuola contro la Gelmini?

Non gliene frega niente a nessuno.

Un ragazzo si suicida dopo aver scritto una lettera di protesta contro una riforma  scolastica senza senso?

Farà scalpore, politici andranno contro altri politici, se ne parlerà per mesi e mesi, finchè la riforma stessa non verrà annullata.

Un consiglio?

Cercate di non essere voi le vittime sacrificali, inscenate un suicidio, un falso suicidio, capito?

Una di quelle cose losche…

Niente di buono.

Comunque ora sono qui e nessuno sa cosa fare.

-Ehi! Ehi! Che cazzo stai facendo?

-Scrivendo.

-Scrivendo?

-Sì.

-Uhmmm…

Il Politico si porta il labbro inferiore tra l’ indice e il pollice della mano destra e comincia a stringerlo fra questi.

-Vabbè, continua pure se vuoi, se ti viene un’ idea diccela però eh?

-Sì.

Si allontana, in mano ha la giacca marrone a righe, il colletto della camicia bianca, dallo sudore, tende al grigio, mentre i pantaloni, ben assicurati intorno alla vita mediante una bella cintura di cuoio sono perfettamente stirati, con la riga in mezzo ad entrambe le gambe, per intenderci.

-Cos’ ha detto?

-Ha detto che sta scrivendo. Non mi guardare in quel modo perché non so risponderti, qualunque sia la tua domanda.

-E chi ti voleva chiederti qualcosa, scusa?

-Io vado a vedere in quella direzione.

Alza la mano sinistra e indica, con giacca compresa, il vuoto bianco alla sua destra.

-Vai pure, cazzo me ne frega a me…

Il Politico se ne va.

Rimane la Cantante, in tuta da corsa grigia ad eccezione di un paio di scarpe rosa ai piedi; i capelli, castani, sono corti e non molto curati.

Con entrambe le mani chiuse a pugno sulle anche si osserva in intorno, soffermandosi nel gruppetto di persone sedute nel nulla.

Sono in un bel po’, non so esattamente quanti perché da qua quelli là si confondono gli uni con gli altri.

Una depressione totale, io mi limito ad osservare,

credo che la storia c’ abbia scelto come vittime sacrificali, e ora ti ritroviamo in un bianco spettrale senza mura ne limiti, almeno credo.

Una bella trama per un raccontaccio da spacciare a qualcuno per ottima roba, se non fosse tutto reale riuscirei anche a non tremare con la mano.

Oh! Oh! Guardate lì! S’è alzata l’ Attrice!

E’ truccata in modo marcato e profondo, tutto quel fondotinta non fa apprezzare la gentilezza e bellezza dei suoi lineamenti facciali.

-Ma che stiamo facendo tutti qui seduti?!

Sta urlando, dev’ essere sclerata.

-Senti puttanella rimettiti seduta e zittisciti!

-Puttanella a chi?! Ma ti sei mai vista in

-In faccia, sì, sì, occhei, puttanella che cazzo di linguaggio usi? Qualcuno t’ ha scritto un copione da usare in questi casi? Eh?

 

Sono veramente penose.

Qualcuno di voi si sta chiedendo dov’è finito il Politico?

Perché, sinceramente, non lo vedo più qua attorno…

Merda, devo anche avvicinarmi.

-Ehi! Ehi, smettetela!

Le due ragazze si voltano nella mia direzione interrogative. L’ una e l’ altra con la sopraciglia destra alzata fino all’ attaccatura dei capelli.

-Riuscite a vedere il Politico?

Esattamente in sincronia:

-Il Politico?

-Sì, era partito in quella direzione ma non riesco più a vederlo.

-No,  neanche noi riusciamo a vederlo….

-Merda, non doveva allontanarsi così.

Dal gruppetto esce qualche testa ad occhi sbarrati interrogativa.

Ed ecco la Punk che sfoga la sua rabbia pestando i piedi.

Il Disoccupato che tocca il culo alla Maestra.

La Maestra che si gira e molla un ceffone al Ricercatore.

Che esclama “Machecazz…” e si trattiene nel mollare un pugno a sua volta al Geometra.

E poi, a me scappa da pisciare.

Cavolo.

-Sentite…

Solo l’ Architetto si gira,naturalmente perché non vuole più parlare con la Punk riguardo le comodità di una casa accessoriata di bagno e terrazza.

-Io devo pisciare.

La mia voce è flebile e gelida.

Nessuno m’ ascolta, meglio ancora, se mi dessero ascolto mi bloccherei.

Do le spalle alla massa informe di carne viva e, aiutandomi con le mani, mi abbasso la cerniera.

Quindi mi tolgo “dai piedi” (senso letterario) le mutande, spostandole un po’ più in basso, e faccio uscire, nella fresca brezza mattutina, Ugo!

O, l’ Uccello! o, il Fallo! o, Luiilgrande! o, Woland (lo stregone)!

Ed ecco che il dolce, biondo nettare mi esce dalla punta del

del

cavolo, fanno troppo casino.

Sempre con il pisello di fuori mi avvio qualche più metro in là.

“Là” perché qui è tutto composto dal nulla, una pagina bianca, il foglio che attende la storia.

Ora penso possa bastare, loro stanno ancora litigando e il politico non si vede.

Continuo a non riuscirci.

Prova a spingere, dai!

Cazzo, non riesco.

Questa distesa di bianco mi disorienta,

mi sposto ancora di qualche metro.

I nostri protagonisti ormai sono solo un puntino. Non si sente più niente. Occhei, qui ce la posso fare.

Rilassati

Rilassati.

Rilassati.

Pensa a dell’ acqua, non è mai funzionato ma c’è sempre la prim…

Ecco… ahhhhhh…

Cazzo, senti quanta ne avevo.

Esci tutta…

Cavolo, ti ringrazio signore.

Mi riporto il carico dentro le mutande. E mi riallaccio la cerniera dei pantaloni.

E con passo lento mi riavvio indietro.

Un passo dopo l’ altro, ordinatamente, senza correre.

Il punto non ha intende avvicinarsi.

Continuo,

la mia fronte lucida fa trasparire il mio stato d’ animo:

impaurito.

-Perché non si avvicinano?

Comincio a correre, le braccia ricurve si muovono in sincronia con le gambe, il batticuore non smette di pulsare nel petto.

Più per la paura.

 

Di rimanere

 

Solo

 

 

In questa

 

 

 

Sterminata

 

 

 

 

Distesa

 

 

 

Di bianco.

 

Oddio…

Dal punto nero sulla stessa linea d’ orizzonte si cui cammino comincia ad uscire una linea nera, prima sottile, ma, pian, piano che continua a scendere, prende consistenza, si apre, l’ inchiostro si allarga, curva a destra e percorre un’ intera circonferenza intorno a me.

Mi volto, e riparto a correre.

C’è troppo silenzio.

Una figura davanti a me:

è il Politico.

-Ehi! Ehi!

Non mi sente?

La linea continua a circondarmi.

-Ehi!

Casco a terra, inciampo sui miei stessi piedi.

La storia mi sta eliminando.

Preferisce quegli scemi al mio posto?!

Cazzo, no!

Io sono LO Scrittore!

Esatto, lo scrittore in una storia dev’ essere eliminato o si rischierà che descriva, in un racconto, di ciò che la storia parla.

Sono di troppo?

Esatto, muori ora.

-E il Politico?

Non è il Politico, avvicinati e vedrai.

Il pavimento mi scivola da sotto i piedi, si sta muovendo, o meglio, la figura verticale mi si sta avvicinando.

Ed ecco la mia copia, anch’ essa spaventata, occhi sbarrati, fronte ricoperta di sudore.

-Chi sei?

-Chi sei?

Non è possibile, io stavo scrivendo questa storia, io sono il protagonista, l’attento osservatore.

Hai osservato ciò che IO scrivevo.

No!

La mia copia ha in mano una penna senza cappuccio nero, mordicchiata nell’ estremità priva di punta, e un quaderno bianco.

Come tutto ciò che ci circonda.

Vedi?

Tu sei qui.

Mi indico una parte del foglio scritta.

Cosa?

Sì, sei qui e stai pisciando.

Merda, no!

Non mi uccidere!

Ti giuro che ti servirò a qualcosa, se vuoi ammazzo la Cantante!

Sì, ammazzo la cantante,

la storia prenderà una narrazione più veloce e dinamica e tesa.

Ti prego,

ti farò venire nuove idee.

No, te non mi servi, addio.

No!Scrittore.

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7 risposte a Bianco

  1. Josef ha detto:

    Una lunga fila in attesa di entrare in paradiso.Più che personaggi in cerca di autore qua si tratta di personaggi in fuga. Terrorizzati.

  2. Daniele ha detto:

    Bene bene bene
    Come specchio del mondo è perfetto, ci manca solo un calciatore e una velina.
    O credi che farebbero troppo casino?
    Al contrario di JosefK, credo che questi non arrivino neanche al purgatorio, per quanto si sforzino…
    non è fatto per loro.
    Già…
    Una fine degna di un grande scrittore: divorato dal proprio racconto…
    …o forse divorato da un mondo fatto solo di maschere? 

  3. eleonora ha detto:

    vai franz!!!ammazza la cantante!!!!tanto è l giulia….(se legge quello che ho appena scritto mi ammazza lei!!!noooo sn solo una povera attrice indifesa)..cmq alla fine che fine fa il politico(jack suppongo)????ieri sera la giuli mi ha parlato tanto di questa storia e non vedevo l’ora di leggerla!!altro che palanuk..sei il migliore!!!
     

  4. VaLe ha detto:

    Eiiiii chi sarebbe che non vuole più parlare con me?!
    U.U
    Nice story.

  5. Scaglia ha detto:

    non lo so, o pacco o raffa o chi ti pare a te, dopo un pò vi ho perso di vista nella mia testa e mi son focalizzato solamente sullo scrittore….

  6. clelia ha detto:

    Forse si è siucidato il politico.
    Giusta anche la colonna sonora, anzi grandiosa.

  7. Scaglia ha detto:

    Grazie mille, l’ ho (la colonna sonora) cambiata giusto da poco poco.
     
    Il politico?
    Spero proprio di sì, disperso nel foglio bianco…ihihihhhh.
     
    Tra un paio di giorni dovrei postare un nuovo racconto su una….
     
    Anoressia (finta)!

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