Guerra & Pace

In terza media mi iscrissi in un liceo scientifico,
precisamente nella classe P.N.I: piano nazionale informatico.

Sbavavo dietro l’ idea di due ore settimanali davanti ad un
computer scolastico a programmare.


Programmare cosa non lo sapevo, a quell’ età, e,
sinceramente, non lo so neanche ora.


Mai fatto errore più grande.


Non riesco a programmare la mia vita, figuriamoci altro.


E poi, di computer, vediamo appena le ombre (in 4 anni le
sedie del laboratorio sono state riscaldate dai nostri corpicini per 20 ore
totali. Contro le due settimanali.)


In prima eravamo in una ventina circa, poco più, poco meno.


In seconda ne furono bocciati due.


Durante questo periodo i professori si allarmarono di fronte
all’ andamento non gratificante della classe. Ci giurarono che avrebbero unito
due classi:


i linguisti (anche loro vittime della legge del più forte e
rimasti in pochi, superstiti.) e gli informatici.


In terza, come detto, ci ritrovammo mischiati.


Fu di grande impatto, per il sottoscritto, questo
avvenimento.


 


Da come la vedo io, questo ambiente, è malsano,
velenoso.


Si rischia di soccomberci dentro.


I bei tempi del liceo, dicevano universitari conosciuti in
circostanze in questo momento poco chiare (non ricordo).


I bei tempi del liceo, dicevano i genitori.


I bei tempi del liceo, speravo di poter dire superati
questi.


Non credo mi permetterò tale lusso.


E’ un ambiente dissacrante e cinico quello in cui plasmo la
mia cultura.


D’ informatica: neanche l’ ombra; solo tanta, tanta,
matematica.


Non è del tutta colpa dei professori.


Ma di uno solo: un over sessanta che discute con rabbia
sulla situazione dei suoi colleghi disoccupati ma non vuole andare in pensione
e lasciare la cattedra agli stessi colleghi tanto santificati.


Ne ricaviamo:


la possibilità di non usare computer perché non li sa usare
il nostro Maestrodivita.


 


I compagni sono maligni.


Sputtanare il prossimo, all’ ordine del giorno.


Non tanto tra il sesso maschile quanto tra quello gentile.


 


Durante interrogazioni impreviste succede il finimondo:


chi sfoggia di articolate giustificazioni complete di firme
paterne e materne;


sorprendenti ritardi di mezzi su ruote;


malesseri del giorno prima.


Solo in pochi hanno l’ elasticità mentale da poter dire:
vada come vada; solitamente questi soggetti non hanno via di scampo e cercano
rifugio in uno stato psicofisico lodevole, ma inutile. Il cervello ritrova
parziale equilibrio in una realtà temporaneamente falsa ma piacevole.


Il sorteggio è il momento peggiore:


chi sviene, chi butta la testa nello zaino, chi ride istericamente
(della cui arte sono un maestro), chi si flagella la carne con biro e/o forbici
(raramente capitato).


Scelta la vittima sacrificale tutti i lì presenti si
sporgeranno verso essa nel celebre rituale della trasmissione dei peccati.


Il giorno dopo scatteranno ingiurie politiche su Chi era
presente, Perché Chi Non era presente Non s’è presentato, Quante altre Volte
non S’Era presentato.


Informatiche contro linguiste, linguiste contro informatici,
informatici contro informatiche.


Come ho detto: è un ambiente malato, la mia classe.


Bisogna sempre guardarsi le spalle, il nemico può essere tuo
amico, motivo in più per diffidare degli amici…


Temo, già da ora, le reazioni di alcune mie compagne di
classe nel leggere tali parole, ma credo sia una questione di qualità, o una
formalità, non ricordo più bene. (Sto ascoltando “Io sto bene”.)


Chi il giorno prima difendeva tali idee il giorno dopo è
pronto ad ucciderle.

Chi il giorno prima non difendeva tali idee il giorno dopo le tira in ballo.


 

Che guerra sia.



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12 risposte a Guerra & Pace

  1. Daniele ha detto:

    Benvenuto.

  2. Josef ha detto:

    Liceo Scientifico PNI. Eccomi, mi è toccato anche a me. Certo che non ne sono uscito bene, nel senso che la mia preparazione poteva essere molto migliore. E odiavo quel periodo della mia vita.Poi è toccato anche a me."Ah, i bei tempi del liceo"

  3. VaLe ha detto:

    Da linguista trasferita in via non del tutto definitiva al PNI posso solo dire che hai fottutamente ragione.Da una che la prende sempre nel culo in ste cose non posso fare altro che dire che per una volta ho cercato di affilarmi le unghie anche io [vedi foto].We’ll really miss you in our school trip. Minore3

  4. ariel ha detto:

    ..e adesso cosa dovrei dirti??che il periodo del liceo (scientifico)e’stato uno dei piu’formativi ricchi stimolanti e divertenti della mia vita??che la nostra sezione (A!!)fece il record quinquennale per mancate assenze??che agli insegnanti noi piacevamo quanto loro a noi? che organizzavamo tante di quelle attivita’extra scolastiche che i nostri genitori erano gelosi??(teatro cinema gite a musei bibloteche e settimane bianche!!!)…che li rimpiango ancora adesso??..che i tre quarti dei miei compagni si sono laureati bene e gl’altri ancora meglio!!??..no…non te lo dico…..cmq fossi tua madre ti avrei gia’tolto…oppure piantavo tanto casino da scuotere il consiglio d’istituto!!..non e’accettabile che un giovane stia in una scuola dove impara..cosa??..mi spiace non mi rassegno….non conosci nessuno che possa darti altro??di meglio..di piu’??..che nervi….

  5. Alicina ha detto:

    vieni in 4B!C’è balotta e poi ci sono io:la grande!la super!la divina!che dei supermercati è la regina!

  6. Scaglia ha detto:

    Eccomi, Daniele!Josef, anche te del P.N.I.?! Non me l’ aspettavo, ma, dimmi, dimmi, hai trovato lavoro dopo questo? non per essere indiscreto, ma sono curioso se quella pi, enne e la "ì" sono servite a qualcosa… comincio ad odiare tali lettere.Capez, io ho sempre ragione… comunque te sei una delle poche ragionevoliMia madre, Ariel, è andata a parlare anche con la preside, riguardo l’ ora d’ informatica fantasma, ma niente, per il resto: ormai in 4° sono affezzionato a queste mura e di cambiare scuola, per ora, non ne voglio parlare; troppa paura del cambiamento.Alice: mi accettate? Davvero?ECCOMI!

  7. Azzurra ha detto:

    Scegli ingegneria informatica all’università! :)Io ho un bel ricordo del liceo invece.. era un liceo artistico, e anche se adesso studio tutt’altro, non tornerei mai indietro..

  8. Ada Maria ha detto:

    Ah…Come ti capisco!!!!Io ho fatto cinque anni in un liceo linguistico in cui su 29 persone, 28 erano ragazze….Praticamente un covo di vipere!!!Quelle che si dichiaravano migliori amiche il giorno dopo non si parlavano più o ,peggio ancora, continuavano ad essere migliori amiche anche se tutti sapevano che si sparlavano a vicenda. Vogliamo parlare delle assemblee di classe???Definirla guerra non rende bene l’idea….Non so cosa avrebbero fatto se fossero state munite di armi ed è meglio se non lo immagino nemmeno. Entravi in classe la mattina e dovevi subire il controllo a raggi x, cioè se indossavi vestiti firmati o se la tua maglietta era abbinata alle tue scarpe, alla tua cintura, alla borsa, alle mutande e al fermaglio nei capelli….Da non dimenticare gli sguardi attoniti e sconvolti se ammettevi di aver letto un libro.Poi è arrivato il quinto superiore e tutti abbiamo raggiunto la pace dei sensi. Eh si! Perchè era l’ultimo anno ed eravamo tutti più contenti! Contenti perchè finalmente non ci saremmo dovuti più vedere tutti i giorni e non avremmo più dovuto convivere forzatamente nella stessa aula per sei ore al giorno…Sappi, te lo dico per esperienza, che prima o poi finirà! Ps. Grazie al tuo blog ho deciso di comprare un libro di Chuck Palaniuk e devo ammettere che mi ha davvero colpito!

  9. Josef ha detto:

    Il piennei mi è stato del tutto inutile anche perchè di informatica non ho mai fatto alcunchè.

  10. Scaglia ha detto:

    Ho paura che non servirà tanto neanche ammè, Josef.Bentornata, Ada! Per fortuna io non sono tanto vittima delle pettegole (rare nella classe sopra descritta), quanto vittima, un pò come tutti i membri della classe, degli incubi notturni e diurni di sorteggi (per le interrogazioni) alquanto sospetti e imprevisti.L’ Università è ancora lontana, Azzurra. L’ artistico m’ha sempre ispirato, ma alle medie non capivo ancora niente.

  11. VaLe ha detto:

    Rileggendo il tuo intervento mi sembra che tu abbia preso ispirazione da La Rochefoucauld…

  12. Scaglia ha detto:

    E’ la prima volta che lo sento nominare.O forse è La Rochefoucauld che s’è ispirato a me?

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