Un colpo di fulmine.

In uno dei pochi momenti solenni della mia vita ci
ritrovammo tutti insieme attorno a delle braci di un ex barbecue, seduti su
sedie di plastica bianca, con sguardi torvi e persi nel vuoto.

A turno uno di noi nominava l’ eletta e, in senso orario, i
rimanenti pronunciavano parola, quasi mormorandola con paura e insicurezza di
ciò che avrebbe potuto causare il verbo dato.

Timori infondati perché, com’è consuetudine, in gruppi d’
amici legati fra di loro da atmosfere tanto auliche e monumentali è proibito,
non da leggi scritte ma, letteralmente, umane, ribattere o denigrare l’ idea
del prossimo.

<<Grimaldi?>>
-Io le d’ho un 8.
-7.
-7.
-5 e mezzo.
-6 più più.-
<<Giorgiani?>>
-9.
-8.
-9.
-7.
-4 più.-
<<La Rampolli?>>
-Non la conosco.
<<Quella di terza Bi.>>
-Non ho presente, passo.
-7.
-7.
-6.
-7 e mezzo.-
 
Via continuando con ritmo lento e catartico.
Le fiamme divoravano, ad uno ad uno, i tozzi di legno
gettati dall’ addetto al fuoco illuminando i nostri visi e ciò che ci
circondava.

 
Ecco, scrivo queste righe per dare un  prologo a ciò di cui vorrei parlare: donne.
La prima donna che vidi fu mia madre, presumo, e, tutt’ora,
faticano a passare giornate in cui lei non faccia parte del susseguirsi degli
eventi di cui sono protagonista.

Inesperta madre, con me fu non poco attenta al cibo che
ingerivo, alle fonti di dati che, giorno dopo giorno, mi istruivano, ai miei
comportamenti interscolastici (stiamo parlando di materna).

Con i restanti due figli lasciò andare il corso degli eventi
scoprendosi, con quest’ultimo metodo educativo, una madre migliore di quanto
fosse stata prima, col primogenito.

Durante le elementari le donne erano poche e ingombranti,
come solitamente vengono rappresentate nei film in cui personaggi sono discoli
che si aggirano trai 8, 9 anni.

Le medie furono teatro di rivoluzioni sessuali e tempeste
ormonali.

Non capivo bene cosa stesse a significare “stare con
qualcuno”, ma adoravo quell’ accostarsi delle parole.

Andando avanti per il mio cammino cominciai ad avere paura
di un ipotetico rapporto con l’ altro sesso, lo sfiorare la mano di una
ragazzina mi metteva imbarazzo e non impediva il mio continuo scusarsi con
essa; faticavo a parlare con il gentil sesso e, se capitava, non c’era verso
che m’uscissero dalla bocca parole sensate e coerenti.

Sarà in terza la ribalta comportamentale, ma con pochi
risultati.

Il mio problema, però, è un altro: m’innamoro, nel senso più
debole della parola, facilmente.

Basta una veloce visione del viso, che la sfortunata diviene
un angelo nei meandri della mia mente.
Si viene a creare una reazione
fisico/cervello piuttosto insolita in cui una forza d’animo poderosa fa prima
comparsa in un ambiente ostile. La notte porta in grembo sogni maliziosi e
falsificatori.

L’ encefalo destro comincia a produrre trappole d’ amore,
dalla percentuale di decesso pari a quelle del Coyote Willie preparate per
BipBip.

Non c’è momento in cui non pensi a lei.
Finché non compare un’ altra candida anima interpretatrice
della Madonna di turno.

Un ciclo continuo, che s’alimenta da solo, e che, la mia
volontà, non riesce a fermare.

 
Come aprire il proprio cuore, se non si ha il coraggio d’
aprire manco una scatoletta di mais?

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Intrattenimento. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Un colpo di fulmine.

  1. ariel ha detto:

    mi fai venire in mente il libro di alberoni innamoramento ed amore ..anch’io credo che il tuo continuo essere affascinato sia uno slancio verso il futuro..un desiderio piu’che legitimo ed auspicabile di cambiamento di te stesso attraverso la coppia…tu pero’ti fermi li’..:-))..al primo stadio!!…beh…o aspetti di prenderti una botta in testa micidiale per qualcuna o meglio ancora secondo me…provi a parlare …a conoscere qualche madonna venerata…potresti scoprire l’Amore..o che e’soltanto un miraggio!!..intanto fai esperienza emotiva e…spero fisica in attesa del grande Amoree!!..in bocca al lupo !:-))

  2. Edoardo ha detto:

    Le donne sono proprio come noi, ma con pulsioni diverse. Ovviamente questo cambia tutto.

  3. Alicina ha detto:

    Secondo me la cosa che frena di più è la paura, sempre, paura di aprirsi, paura di non essere come gli altri vorrebbero, paura di essere rifiutati, di restare scottati…la paura c’è sempre, a volte è infondata, altre volte no, però se davvero vuoi evolvere la cosa, un po’ di coraggio ci vuole… ci saranno volte in cui ti farai male, ma saranno proprio le volte in cui crescerai e diventerai più forte… sembrano discorsi scontati, eppure è proprio così. Cominci con la scatoletta di mais, e piano piano anche il cuore si aprirà =]

Scrivi pure qui

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...