Passato: catrame calleggiante.


Rileggendo i miei passati racconti mi sale un brivido lungo
la schiena.

Un brivido di disgusto.
12 mesi, poco più:
non è passato molto tempo.
Però a rileggere i miei passati racconti biasimo i vecchi
lettori del blog, costretti (da quale morale non lo so) a sorbirsi una
scrittura ingenua e spavalda.

La verità è che ero alla continua ricerca dello scandalo, me
ne uscivo con frasi studiate per far schifo, sottovalutando, in questo modo, la
fluidità della lettura e i tempi verbali.

Non ero un bravo scrittore… e non lo sono nemmeno ora.

La grammatica italiana è terra straniera; o meglio: tende ad esserla.

Soffro di buchi mentali tutt’altro che  rassicuranti: il concetto da esprimere ce
l’ho chiaro in testa, ma le parole da usare, il procedimento da seguire per iscritto,
mi scappano di mano con una semplicità imbarazzante.

Quindi mi ritrovo a confondere “invidioso” con “geloso”; a
fermare un’interrogazione per l’aggettivo “sperimentale” perso per strada
(<<No! Aspetti… uhmmm…. porc… non mi ricordo il termine esatto!>>);
e tanti altre scene assai imbarazzanti per il sottoscritto.

Perché il sottoscritto non è affatto modesto(*): con gli
amici se ne vanta della propria bravura nello scrivere, delle proprie capacità
artistiche con una penna in mano, della propria inventiva, d’aver vinto 100
euro alle medie con un saggio sul lavoro.

Per fortuna gli amici hanno imparato a non darmi mai retta.
Così, sempre il sottoscritto, creatura strana per carità, ha
un ego che comincia a cedere; a sgretolarsi; a sfaldarsi; a sbriciolarsi… a
mangiarsi vivo.

 
L’anno scorso ero, aristocraticamente e sottilmente,
depresso.

Ero anche egoista: non sapevo cosa fosse la vera depressione
(e tutt’ora lo ignoro).

Quindi mi rifugiavo in racconti orrendi e “alternativi”
causati da troppo Chuck Palahniuk (autore che ho imparato a criticare) e troppi
orgasmi mentali.

Come mi sentivo bene dopo un racconto finito… ahhhh!
Non lo stavo nemmeno a rileggere.
Ora sto bene dopo delle riflessioni del genere.
Anche se saranno scritte di merda… l’importante è non
sopravvalutarsi; stessa cosa che dicevo, ahimè, esattamente un anno fa.

 
 
 
(*): “modesto” non vi dico che fatica ho fatto per ripescare
questa parola… non mi veniva in mente.

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14 risposte a Passato: catrame calleggiante.

  1. Edoardo ha detto:

    Bravo! E sappi che nemmeno Calvino è perfetto.

  2. ariel ha detto:

    …..essere se stessi ,leggere leggere e scrivere scrivere ….anche questo blog serve!:-)

  3. Fabio ha detto:

    crediamo di essere dotati di mirabolanti armi di seduzione intellettuale. l’importante è sapersi criticare e rinnovare.mai rinnegare! (sei proprio sicuro di non volerti rimangiare quanto hai scritto in questo post?)

  4. Scaglia ha detto:

    Per ora no, Fabio: non rinnego tutto ciò che ho scritto, ma il come l’ho scritto.Il problema è trovare il tempo, ariel. Il tempo per scrivere, leggere e riscrivere.L’ultima volta che ho ricevuto un "bravo!" così fu alla materna, dopo aver disegnato l’albero del cortile.Che bei ricordi, Edo.

  5. Alicina ha detto:

    Pavese scrisse: "Anche io, nei giorni, sapevo fuggire. E la mia fuga era guardare nelle cose e nel tumulto, e farne un canto, una parola."Non stare a preoccuparti troppo del come scrivi…quello migliora col tempo e l’esperienza, come ogni cosa.Se scrivi per passione, lo fai per sfogo, e uno sfogo raramente è coerente e formalmente perfetto. Quando leggo qualcosa, l’importante è che mi trasmetta una qualche emozione, che mi faccia pensare. Quando c’è emozione, i congiuntivi sono anche trascurabili (moderatamente :D)

  6. Scaglia ha detto:

    Alice: per te è facile…se non ti ricordi m’hai sempre soffiato la fama, la gloria e la vittoria nei concorsi interni.Ma quest’anno andrà diversamente… uhuhuhuhhhh.

  7. . ha detto:

    Il passato non va cancellato,sennò come impariamo dai nostri errori? Quando eravamo piccoli avevamo paura del buio,e se ci guardiamo indietro,adeso ci vien da ridere…… inutile rammaricarsi sul passato,perchè esso serve a farci capire come siamo maturati nel tempo.Ciao a presto Scaglia,un saluto.

  8. Alicina ha detto:

    Non ti montare la testa.Non riuscirai a corrompere la giuria, lascia perdere 😀

  9. Mauro ha detto:

    continua a scrivere, tutt’al più saranno ricordati come esercizi di stile

  10. Scaglia ha detto:

    Il problema, Regan, è che ho ancora paura del buio.La giuria no, Alice, ma te sì. (Ciò che intendo dire: mi farai il racconto da presentare…)Io ci provo, Mauro, ma le idee scarseggiano e con esse la voglia di stare davanti ad un foglio bianco di Word.

  11. Edoardo ha detto:

    Hai bisogno solo di buone letture e qualche quotidiano. Poi ti sembrerà di copiare, ma non è vero.

  12. ariel ha detto:

    ha ragione Edo tanto e’gia’stato tutto scritto!!!!:-))

  13. Josef ha detto:

    Ragionare su sè stessi è già una buona prova di modestia. Certo che non fa male atteggiarsi, o dire di saper fare… Stai sicuro che a forza di ripeterlo la gente comincerà a crederci.

  14. Flavia ha detto:

    L’importante è scrivere 😉

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