Il rumore: racconto inconcludente d’un tipico adolescente annoiato. Se cercate qualche perla filosofica state sbagliando blog.

 
Un suono acuto e costante.
Ecco che si interrompe.
Ecco che riprende.
Con tenacia ed ardore non smette.
Il mio sonno ristoratore viene interrotto bruscamente.
Sembra una sveglia, ma no: è troppo forte.
La porta si apre e mio padre mi butta giù dal letto con fare
paziente e preoccupato.

-Che succede, papi?-
Dalla stretta fessura delle ciglia scorgo la figura nera che
si muove, inquieta, per la stanza: si ferma nell’angolo a fianco della
finestra, esatto: dov’è posta la scrivania e il computer.

-Francesco, c’è qualcosa che suona qui.
-Qui?-
Mi alzo tirando i pantaloni del pigiama oltre l’ombelico, la
mano destra va grattando pacatamente l’inguine e riaggiustando le mutande,
forse troppo strette.

-Sì, senti.-
Ha ragione: come sottofondo un allegro bip bip.
-Babbo, non ho sveglie in camera.
-Controlla il computer.-
La figura nera allunga un braccio e indica il portatile
chiuso.

-Occhei.-
Strisciando i piedi sul pavimento mi avvicino all’angolo
della stanza e tendo l’orecchio. Il rumore è forte, sapeste quanto! Guardo il
muro, guardo la scrivania, guardo il muro, guardo la scrivania.

Mi chino verso il parquet.
Il suono proveniva da lì.
Appoggio le mani, poi mi rimetto sull’attenti.
E’ strano quanto un fatto razionalmente inspiegabile possa
procurare tanta agitazione nell’animo umano.

-Viene da qui sotto, papà.
-Qui sotto?
-Sì.-
Si avvicina alle mie spalle.
-Dall’angolo, precisamente.- Mormoro con stanchezza, forse
non rammentate, ma stavo dormendo.

Stiamo in silenzio.

–            –
Non vi è quiete in questa immagine: il silenzio di due
persone zitte non basta per portare serenità nella lettura: vi è la sirena che
continua imperturbata..

-Si sente così forte nella vostra camera?
-No, solo qui.
-CosCOFF… coff… così forte solo da me?
-Sì.
-Io torno a dormire, che ore sono?
-Le sei e quaranta.
-Io torno a dormire, se non dormo oggi quando lo faccio?-
Quanta saggezza adolescenziale in queste parole, dette in
una delle cinque domeniche mattina di Gennaio.

Mi rimetto a letto avvolgendomi nelle coperte e chiudendo
gli occhi.

Mio padre rimane ad osservarmi: incuriosito dall’esito
finale di quel gesto. Immagino da sotto il piumino il suo ghigno divertito.

Il bip bip non molla.
Uff…
Basta non pensare a niente, tutto qua.
I timpani soffrono.
-Basta: vado sul divano, abbiamo un sacco a pelo pulito?
-Chiedi alla mamma.-
Mi rialzo in piedi, percorro il corridoio, apro una porta
bianca.

-Mamma: dov’è un sacco a pelo pulito?
-Dai fratelli.-
Ripercorro il corridoio fermandomi davanti ad un’altra porta
bianca. La apro delicatamente, entro. Cerco dentro un armadio: lo trovo senza
problemi.

Da lì il rumore era ben fievole!
Esco, chiudo la porta e vado in salotto.
Apro il sacco a pelo.
Lo stendo con pazienza sul divano, non prima d’aver
scacciato il cane dalla sua postazione.

“I divani sono due, Zanza: pigliati quello più piccolo.”
Una volta entrato nel caldo letto improvvisato riprendo il
sonno.

 
Quella stessa mattina, forse 3 ore più tardi, mi dissero che
s’era attivato, casualmente, l’allarme anti incendio del magazzino di sotto:
dove una volta lavorava mio nonno come falegname, ed ora affittato ad un’impresa
che si occupa di pellicole cinematografiche.

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10 risposte a Il rumore: racconto inconcludente d’un tipico adolescente annoiato. Se cercate qualche perla filosofica state sbagliando blog.

  1. ariel ha detto:

    io ho il sonno cosi’pesante che quello(l’antifurto)…delle pompe funebri di fronte non l’ho sentitooooo…mi dicona abbia suonato tutta notte….ladri di lapidi…mah!!!:-)

  2. Josef ha detto:

    Avranno rubato un’opera prima. O magari è andato tutto in fumo. Peccato.Valeva di più restare svegli, il caffè alle 5 è più buono.

  3. ariel ha detto:

    come no Iosef…per le piante certamente!!!(scusa Sca’………….:-)

  4. Josef ha detto:

    Ariel, non contraddirmi sul caffè!

  5. ariel ha detto:

    strisc strisc strisc….

  6. Josef ha detto:

    Onomaopee che non capisco.

  7. ariel ha detto:

    io pinne basse in punta di coda….:-DD

  8. Edoardo ha detto:

    Prescindendo l’orario, il caffè è più buono specialmente dopo una lunga privazione. Come il sonno del resto, – e pensa un po’ – entrambi migliorano la penuria dell’altro. Con la differenza che il caffè si adatta benissimo al frastuono di un allarme anti-incendio; il consiglio di J. è più che valido.

  9. Mauro ha detto:

    Ho buttato via un orologio da parete che stava in un’altra stanza perché di notte non tolleravo il rumore delle lancette….(praticamente vivi su un deposito di favole)

  10. ariel ha detto:

    in effetti Mauro ha ragione…dovresti sognare meravigliosamente..:-)

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