Atomic Shopping Car

Ero appena salito in macchina, non avevo ancora inserito la
seconda: non potevo inserirla, mi mancava qualcosa, o meglio, qualcuno.

Non ho aspettato molto prima d’aprire lo sportello del
passeggero ed invitare l’uomo in macchina.

 
Stavo tornando dalla casa del mio collega: m’aveva restituito
il portatile presatato.

Quando vidi quel ragazzo invitarmi dentro non sapevo se
fidarmi o no.

Bhè, cavolo, non avevo nulla da perdere al di fuori del
portatile.

E poi era la prima volta che qualcuno m’invitava in
macchina.

 
Appena è entrato ho chiarito le cose.
“Spero tu abbia la patente da abbastanza anni”; così gli ho
detto.

 
La domanda mi lasciò perplesso.
Gli risposi che la presi a diciannove anni.
“E ora ne ho trentasei.”
 
-Perfetto, mi accompagneresti in un viaggetto in macchina?
-Non hai la patente?
-No, solo il foglio rosa.
-Ma io ti conosco?
-Sei il cassiere della banca all’angolo con via Tigli?
-Sì.
-Bene, non sei proprio un estraneo.
-Non lo sono… Quanto sai guidare?
-Riesco a partire senza troppi problemi, il mio punto debole
sono leggermente le rotonde. E non vado troppo forte per strada.

-Dove vorresti andare?
-Dalla mia fidanzata, ne ho bisogno.
 
Glielo dissi subito, il fine ultimo di quel viaggio.
 
Io non ho la fidanzata.
Non ce l’ho mai avuta.
 
-Occhei, partiamo.
-Grazie, grazie, grazie mille.
 
Pelo di accelerazione, frizione, aiuto divino ed eravamo
partiti.

 
Una partenza leggermente sofferta, se ben ricordo.
 
-Sai la strada?
-Certo… approssimativamente.
-Bhè, dai, se ci perdiamo torniamo indietro, occhei?
-Occhei.
 
Sbagliai solo il primo incrocio, dovetti rifare l’isolato e
svoltare a destra, non sinistra.

 
La partenza fu poco promettente, almeno guidava con
prudenza.

 
-Scusa, ora mi ricordo per bene la strada.
-Nessun problema, attento alla gente che attraversa.
-Sì.
 
Con mio padre ci mettevo più di un’ora ad arrivare a casa
sua, questa volta ci misi molto meno.

 
Sembrava agitato.
 
-…
-Cos’è successo?
-Dove?
-Tra te e la tua ragazza.
-Niente… niente.
-Niente cosa?
-Non capisco. Non capisco se stiamo litigando o no. No, non
stiamo litigando. Litigando nel vero senso della parola. Basta una parola
sbagliata per non capirci niente. Niente importa finchè stavo con lei. Ma lei
non mi risponde al cellulare. Io odio i cellulari. Con i cellulari non so
comunicare. Comunicare per sms e mms, non è umano. L’umanità è parlarsi faccia
a faccia, parlarsi. Parlare mi mette ansia, ho paura d’affrontare certi
argomenti, paura di sembrare uno scemo. Scemo senza sentimenti, senza un
briciolo di serietà.

-E questa volta hai deciso d’andare a parlarci di persona?
-Credo di sì.
-Perché credi?
-Perché l’idea iniziale era quella d’usare il citofono.
 
Una telefonata costava troppo… e poi avevo l’esame di guida
pratica quella settimana stessa.

 
Povero ragazzo.
 
-Ohi! Mantieni la destra, che qui facciamo un frontale.
-Scusa.
-…
-…
-Ma cosa le vorresti dire?
-Non so… che la amo. Sì, che la amo. Il problema è che più
glielo dico più, questa frase, perde significato. Ho paura che lei, man mano,
smetta di crederci.

-Ma te la ami?
-Sì.
-E allora non smetterà mai di crederci.
-Mh… non è sempre così.
-Forse hai ragione.
 
Era da cinquanta minuti che guidavo, e solo dopo trentasei
chilometri mi resi conto di quello che stavo facendo:

non avevo acceso le luci di posizione!
 
Sembrava non gli importasse della mia presenza, quasi come
se fosse normale: girare in macchina col foglio rosa e un estraneo a tenerti d’occhio.

 
-Ormai siamo arrivati, grazie ancora per avermi
accompagnato.

-Di niente: mi sarei annoiato a casa. Ora cosa hai
intenzione di fare?

-Quello che mi dice il cor.
 
Svoltai all’interno del parcheggio del condominio e mi
slacciai la cintura.

 
Mise la prima e chiuse la macchina.
 
Aprii lo sportello con furia.
 
Aveva gli occhi rossi.
 
Avevo gli occhi rossi: non capivo cosa stesse succedendo.
 
Non capiva cosa stesse succedendo, corse verso il portone d’entrata.
 
Correndo verso il portone d’entrata ripensai a quella
giornata: perché lei non mi voleva più parlare? Era a causa del mio carattere.

 
Era un ragazzo particolare.
 
Portai l’indice contro il campanello.
 
Suonò.
 
Gli sms m’avevano fregato troppe volte, non riuscivo a
scriverli senza incappare in qualche errore sintattico e incomprensioni d’entrambi.

 
Dentro la macchina si stava bene, ma all’esterno c’erano quattro
gradi.

 
Gli sms ce li avevo gratuiti.
 
Sfregando contro il finestrino vidi il ragazzo parlare animatamente
al citofono. Si sbracciava, asciugava il naso col dorso del dito, lacrime, forse
dovute dal freddo, forse dovute dall’emozione, gli scesero lungo la guancia
sinistra.

 
Ritornai indietro camminando.


Smise di parlare e, abbassando il capo, ritornò in macchina.

 
-Cosa… cosa t’ha detto?
-Era sua madre… lei è in piscina.
-Vuoi che guidi io al ritorno?

Fuori onda: scusate se nell’intervento del blog qui sotto non sono riuscito a rispondervi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Intrattenimento. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Atomic Shopping Car

  1. Alicina ha detto:

  2. Josef ha detto:

    Questione di punti di vista, viene da dire.

  3. ariel ha detto:

    voglio sapere come va a finire!!!e la seconda parte quando la posti??io sarei andata in piscina….questo e’vero amore!!!e che..

  4. Fabio ha detto:

    immagino che adesso venga un ritorno a casa per prendere borsone, costume e accappatoio.(bello il racconto a narratori multipli!)

  5. Flavia ha detto:

    Che racconto strano…Ma c’è un seguito? Si, vero?

  6. Scaglia ha detto:

    Mi devi correggere il testo, Aly.E di patente, Josef.Non avevo progettato un seguito, ariel, ma ora che mi ci fai pensare… si potvebbe fave… Grazie Fabio! :DQuel che farà dopo il ragazzo è ancora ignoto.Spero di sì, Flavia. =)

  7. Alicina ha detto:

    Domani lo correggiamo insieme ^^

Scrivi pure qui

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...