Il secondo incontro.

-Ora mi dici in che cazzo di
casino m’hai mandato?!-
Sì, occhei, sto urlando, ma mi
sembra più che legittimo dopo tre giorni chiuso in una stanza, nel completo
buio, per recuperare le forze, guarire dai danni di sincronizzazione corporale
e giustificarmi con Chiconahui riguardo l’uso
inappropriato del suo sacro e onorevole nome.
-Chi è la tua fidanzata?! In che
casino s’è cacciata?! Cristo! Un controllo! C’era un controllo nell’entrata!
Non so se afferri la situazione, ma io ci stavo per rimanere secco! Cazzo…
secco! E ti dirò un’altra cosa: i – demoni – non – muoiono – così –
fottutamente – FACILMENTE!!-
Ad ogni parola alzo un dito, gli
occhiali da sole lo proteggono dalle maledizioni che gli sto lanciando: ci
metterei un secondo a togliermeli, ma non lo faccio.
-Io non ne sapevo niente, ti ho
solo chiesto di proteggerla.-
Il mio padrone mi risponde con
aria incerta; ha in mano un estintore e sta sudando eccessivamente per essere
un’innocua chiacchierata tra amici.
-Ma da chi?! Eh?! Da chi devo
proteggerla? Da sé stessa? Il controllo era d’un livello avanzato, caro mio, di
livello divino, roba merdosa, roba santa: proveniente, dritta dritta, dal
Paradiso, cazzo!E in pochi riescono a fare una cosa del genere: i maghi,
ascoltami, i maghi richiamano l’aiuto di noi demoni perché noi ci viviamo con loro,
il nostro legame è necessario per l’equilibrio di entrambi i mondi. Agli angeli
che cazzo ne frega dei vostri casini?! Quel controllo puzzava di merda
armoniosa lontano un miglio! Sono stato un coglione io a non accorgermene
subito, è vero, ma, lì, nella trappola, c’era lo zampino d’un essere ancestrale
celeste!! E poi ho anche violato una regola infernale: mai, mai, mai
coinvolgere un umano nei nostri patti! Io ho ferito l’atleta, cazzo!-
Mi muovo con nervosismo, in modo
frenetico ed agitato, indicando di qua e di là le mura del magazzino.
Mi fermo un attimo per riprendere
fiato, passando la mano sulla fronte lucida mi inumidisco le labbra con la
lingua.
Riprendo in breve tempo:
-Occhei. Allora… riordiniamo le
idee: mi sono impossessato del corridore, no?, l’ho manovrato fino alla porta
della tua morosa, occhei?, sono entrato e il controllo celeste m’ha fatto fuori
la padronanza nei movimenti, sono arrivato in salotto contro il mio volere e
prima di cadere nel vortice multispaziale atomico creatosi nel pavimento sono
riuscito a scappare dividendo in n parti la coscienza del mio essere e
fuggendo trasportato dalle cariche elettriche messe in movimento dal citofono
usato all’esterno dell’edificio. Senza la baby sitter, a cui ho ustionato la
faccia uscendo dall’antiquato e grezzo mezzo di monocomunicazione, e la sua
richiesta d’apertura della porta principale sarei stato senza scampo: forse
ridotto a puri atomi d’elementi slegati fra loro. Ora chiediamoci chi aveva
progettato questa simpatica trappolona per il sottoscritto: la tua stessa
fidanzata?
-Lei non sareb…
-Zitto! Non ho detto che è stata
lei. Ho avvertito la sua presenza all’interno dell’appartamento: il suo battito
cardiaco era uniforme e aveva l’anima d’un candido colore neutro: non può
essere stata lei: vedi, chi invoca qualsiasi essere spirituale, che sia
proveniente dall’inferno o dal paradiso, firma un contratto a vita riguardante
le sembianze della propria anima: nera se hai abusato d’un demone, lucente –quanto
una lente d’ingrandimento al sole– se hai richiesto l’aiuto d’un angelo.[*]-
Incrociando le gambe mi siedo per
terra, con entrambe le mani appoggiate sulle ginocchia.
-Per fare ciò che m’hanno fatto
non bastano due preghierine all’onnipotente e tanti saluti. Bisogna essere un
esperto conoscitore del paradiso, della propria anima e delle regole che
assicurano l’equilibrio tra i diversi universi. Padrone: ora sono io ad avere
bisogno di te: devi scoprire chi è entrato nella casa della tua fidanzata, chi
è questo fottuto mago del cazzo e perché ha postato un controllo sull’entrata.
Appena lo scopriremo gli allargheremo a dismisura il buco del culo, Cristo mi
realizzi se non lo faremo.
-M… ma tu cosa farai intanto?
-Io?-
Sorrido alzando entrambi i medi.
-Io ho un appuntamento con
l’avvocato.
-L’avvocato?
-Signorsì! L’avvocato del diavolo,
mai sentito parlarne?-

[*]: Nella mia lunga e variegata
carriera ho incontrato in rarissimi casi esseri umani protetti dagli spiriti
celesti. Tutti quanti se la stanno spassando, in questo momento, nel paradiso:
con in mano un bicchiere di
Chateau
Margaux
 del 1996; schiere di
servitori pronti ad accontentare qualsiasi loro capriccio e un vita eterna di goduria.
Da voi sono meglio conosciuti come “santi”, un giorno vi dirò come vengono
chiamati nel sottosuolo.

 

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