In medias res

-Salta.
-Devo saltare?
-Non hai scelta. Ne hai?
-Immagino di no. Sei te che dovresti dirmelo.
-Non ne hai.-
Francesco Ford Coppola non sapeva che da lì a poco sarebbe precipitato con tutto il carico di aspettative e doveri appresso.
L’avversario l’aveva schienato per bene, e non mi riferisco all’arma puntata al viso, ma allo stato emotivamente instabile in cui l’aveva spinto.
L’avversario:
nella vita abbiamo sempre affrontato avversari.
L’avversario, questo conosciuto.
Il bambino di 5 anni che ti tiene sotto scacco a forza di pugni in bocca; il vicino di banco dalla lingua appuntita e ben affilata, pronta a trafiggere i delicati punti vitali che compongono la vita di un dodicenne; il liceo, carico di sogni adolescenziali non sempre predisposti ad un buon fine; una vita amorosa confusa, una sessualità ben affrontata a discapito d’una seria riflessione sulla relazione in transito; il futuro, tetro e tiranno, dal sorriso compiaciuto e sottile, pronto ad ammiccare al tempo, suo solo alleato; tutti avversari che Francesco Ford Coppola aveva conosciuto bene.
Tutti in egual misura gli avevano rovinato la vita.
O è quello che tutti noi pensiamo, ma siamo seri e buttate via quella aria compiaciuta da vittime.
La verità è che non avete mai avuto le palle di riprendere in mano le redini delle vostre decisioni, preferendo l’autocommiserazione, preferendo la penna impiantata a novanta gradi nel braccio, preferendo la solitudine a valide alternative.
Francesco Ford Coppola non ha mai avuto la forza di respingere l’avversario, e se in questo momento si trova a tremila metri sopra il livello del mare con un’arma puntata in viso, sul punto di saltare nel vuoto, è soltanto colpa sua.
Sua e di nessun altro.
Quindi, oh mio lettore, tira un bel respiro di sollievo ed immergiti con me in questa storia di dolore ed alterazione della realtà.
Personaggi divertenti quanto improbabili vi accompagneranno in questa corsa verso un atterraggio di fortuna, verso lo spappolamento del lobo frontale del protagonista sul balcone della signora Gentilini e ad un doppio avvitamento carpiato verticale del corpo su una Polo del 99.
Arrivederci e a presto.

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3 risposte a In medias res

  1. Rocco R. ha detto:

    Addio a te, che ti sei lanciato nel vuoto e hai preso il verso sbagliato.

  2. ariel ha detto:

    mi vien da farti il verso…qui comincia l’avventura…paraparaparapo’!!!! 😀

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