Casatella western

-Potresti ripetere innanzi la mia –cara– signora le parole or poco tempo fa dette alla mia figura?-
Francesco Ford Coppola squadra il bambino con faccia irrequieta.

Non era la ricercata forma sintattica della frase usata dallo stesso bambino che poco prima gli prendeva a calci lo scroto ad inquietarlo, quanto la figura materna che, con aria spazientita, aspettava un regolamento dei conti.
-Senti Andrea…-
Deglutisce lentamente assaporando ogni piccolo nanosecondo guadagnato nel compiere il gesto: tempo riservato alla mente, ora in completo tilt alla ricerca d’una valida risposta.
-Non è che potresti spiegare a tua mamma cos’è successo a mensa?-
La mensa del campo solare Kipling.
Nominatela in un qualsiasi bar di Scolace in Sarvignano e avreste la stessa reazione di una granata senza sicura impugnata da Bin Laden, pace all’anima sua.
Bambini senza fede né cura del rispetto altrui; cattivi quanto affilati nei denti; bambini mostro dall’aria inquinata; inquinata, aliena e pure esuberante; coi loro piccoli occhietti neri riescono a vedere le tue più profonde paure e debolezze; non rispondono delle loro azioni consci della loro inviolabilità dello spirito, consci che sulle spalle portano il peso di un cognome, di una famiglia, di un’eredità, consci che, a risolvere qualsiasi loro marachella, ci sarà sempre loro madre.
Oh, vedo già lo sguardo dubbioso prendere forma nella vostra mappatura facciale, ma converrete con me che l’era in cui i maestri avevano il pieno appoggio da parte dei genitori sia lungamente finito, sostituito da una santificazione della prole in crescita.
-Orsù, mi risponda.
-Andrea, non potevamo parlarne con calma dopo mangiato?
-No.-
La madre nasconde il figlio dietro un’occhiata vitrea e diretta, in modo affrettato cerca di risolvere la cosa in meno tempo possibile.
-Senta, se non mi dice cos’è successo questo pomeriggio a mio figlio non esiterò un solo momento dal riferirlo all’ufficio scolastico.
-Non penso ce ne sia bisogno.-
Ford Coppola con un vago cenno della mano cerca di riordinarsi le idee e scacciare quell’inquietudine lacerante.
-Oggi per pranzo avevamo pasta agli asparagi, casatella e carote tagliate fine condite con prezzemolo. Andrea, oltre a non aver assaggiato un solo dito delle tre portate, ha avuto la brillante idea di spingere i propri compagni ad una “rivoluzione civile” allo “schifo” proposto alla mensa. Terrei a sottolineare che la maggior parte dei bambini stava mangiando senza problemi primo, secondo e condimento, nessuno si era lamentato della qualità del cibo. Anch’io l’ho assaggiato e non m’è sembrato affatto male. Comunque le parole del ragazzino hanno cambiato l’aria apparentemente tranquilla in una protesta corale con tiri di mollica di pane e rovesciamenti di caraffe d’acqua, i miei colleghi non sono riusciti a trattenere né a placare la rabbia delle urla e si sono rifugiati in bagno chiudendosi a doppia mandata e lasciando il sottoscritto e lo stagista soli. Andrea, suo figlio, ha cominciato a vanverare qualcosa riguardo la nostra “carica” all’interno del campo solare e, al mio invito a ragionare con calma su quale fosse il problema e la soluzione migliore di quest’ultimo, ha urlato:

“Sai… Francesco… Mi hanno raccontato che tuo figlio urlava come una femminuccia mentre veniva inchiodato alla croce, e tua moglie gemeva come una puttana, mentre gli uomini abusavano di lei ancora, e ancora, e ancora…”

Quindi ha invitato i suoi coetanei alla carica e, svincolandosi tra le mie gambe e portandosi alle mie spalle, è riuscito a sferrarmi tre calci all’inguine.-
Facce inespressive, quasi uguali, lo guardano.
-Quindi?
-Quindi…

-Lo stronzo m’ha fatto licenziare! Cazzo… Cazzo!
-È la normalità, Frencis, passami la carta igienica ed esci dal bagno.-

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11 risposte a Casatella western

  1. Rocco R. ha detto:

    Lascia che i fanciulli vengano a me, così li schiaffeggio.

    • zanzathedog ha detto:

      Se ti sentissero certi educatori… se ti sentissero!

      • Rocco R. ha detto:

        E che mi sentano… che mi sentano!

        • zanzathedog ha detto:

          -Abbiamo saputo che hai avuto un piccolo scontro con E. (proteggo l’anonimato), ieri. C’ha detto che gli avresti detto di “non rompere i coglioni”. È vero?
          -Ma più che altro era un mio borbottio… Non pensavo l’avesse sentito.
          -Proveremo a dire alla mamma di E. che hai ragionato su quanto accaduto e ti senti profondamente dispiaciuto. Proveremo a dire che ti scusi per il linguaggio, occhei?
          -Provateci… … Poi ditemi se mi perdona, eh? Comunque intanto provateci… sì…

          [Basato su una storia vera]

  2. ariel ha detto:

    AHH ECCOTI!! e perche’non esci un po’e vieni a trovare le amiche oltre che gli amici?????…e che cavolo!! (faccina incazzata ma neanche tanto…) 😀

    • zanzathedog ha detto:

      Cerca di perdonarmi, ariel!
      Wordpress è campo totalmente sconosciuto per la mia testolina e non ci capisco assolutamente nulla su come funzioni.
      Se non fosse stato per un attacco di depressione non mi sarei mai ributtato sul blog

      • ariel ha detto:

        ma davvero ti hanno detto questo?? … gulp…. capisco perche’la depressione ti guata come un tapiro la formica ..ma tu vedi di non farti mangiare !!! parla con noi… poi o ti suicidi in bici sotto un tram..(tua specialita’ se non ricordo male ..) o ti passa!!!! …. 😀
        VERO ! Iosef K e’molto in forma Lui la depressione la usa …beh…ecco……

        • zanzathedog ha detto:

          Il dialogo è tutto vero 🙂
          Purtroppo la depressione viene da un’altra via (più sentimentale). Ma sto cercando la cura. Non dico di averla trovata, ma comunque la cerco.

  3. Rocco R. ha detto:

    Adoro le strorie vere.

  4. Rocco R. ha detto:

    Spiegare ai più giovani che gli stati confusionali (vedi frustrazione, depressione, demenza, eccetera) possano essere usati a proprio vantaggio non mi sembra particolarmente educativo, Ariel….

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