Innamorarsi

-Sei passato dai tre Postini?
-No, un giorno c’ho provato: mi sono perso, dopo quella volta non ho più tentato.
-Bhè, ma arrendersi per così poco…
-Stare 7 ore in macchina a girare per la campagna di Bologna non è poco.
-Non potevi informarti meglio?
-Ma tu lo sai effettivamente dove cazzo stanno i tre Postini?
-In effetti no.
-Ecco. Zitto.
-Una volta li ho incontrati.
-Com’erano?
-Vecchi.
-Tutto qui? Vecchi?
-No, pure molto simpatici. Mi diedero da bere e parlammo.
-Parlammo…
-Sì.
-Cosa vi siete detti?
-Siamo stati due ore ad osservare le nuvole e a parlare del tempo.
-Mpf, interessante.
-Era… rilassante.
-Oltre al tempo?
-Della guerra, uno di loro c’è stato, in guerra…
-Sì?
-Sì. E anche di libri.
-Cosa leggono i postini?
-Le lettere.
-Non avete parlato di libri?
-Le lettere sono i loro libri. Dalle lettere si apre il libro più crudele: il mondo reale.
-Testimonianze di gente, le cose che si scrivono in una lettera sono parte di te.
-Esatto.
-Ma al giorno d’oggi chi scrive più le lettere?
-Gli innamorati.
-Ed esistono gli innamorati?
-Non lo so.
-Nemmeno io… Io… Non esistono gli innamorati. Cazzo.
-Perché lo pensi?
-Perché sì! Sono una stronzata per condire i dialoghi dei film rosa. È la chiave per i problemi di comunicazione, è una scusa, una fottuta invenzione. Una fottuta invenzione.
-…
-Non esistono gli innamorati.
-Io una volta lo sono stato.
-Mavvalà.
-Sì. Una ragazza bellissima. Era… era bellissima. Le stavo a fianco ogni giorno lavorativo di quell’estate, quella della tragedia, ma anche se mi era così vicina non riuscivo a parlarle senza sentire qualcosa dentro che scalpitava, senza provare un senso di terrore per fare brutta figura. Molte volte mi limitavo a sorriderle. E lei si limitava a rendermi la vita una cosa bellissima. Fu un periodo meraviglioso: il lavoro non era male tranne alcune difficoltà iniziali, io ero appena uscito dalla relazione con l’Alice, e solo grazie a questa ragazza sono riuscito a riprendermi. Quando c’è capitato di affrontare degli argomenti eravamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda, sempre collegati da un sottile filo; con lei era tutto più tranquillo e solare, tutto più divertente. Non temevo di buttarmi avanti, non mi vergognavo nello scherzare, tutto di me passava in secondo piano, per me c’era solo lei. Il suo viso, il suo corpo, il suo carattere, i suoi capelli. I suoi occhi penetranti. E felici…
-Oh cavolo. Eri davvero innamorato. Lo eri davvero.
-Sì.
-Com’è andata a finire, Ford?
-Lei è morta. Tumore al cervello. Aveva 19 anni. 19 anni.
-…
-…
-Rientriamo?
-Penso che ci stiano richiamando. Tra poco si mangia.
-Andiamo.-

 

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4 risposte a Innamorarsi

  1. Rocco R. ha detto:

    Troppo romantiche le fini tragiche.

  2. damianopieve ha detto:

    aggiorna bèn. che non so che cazzo leggere in ufficio.

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