Mondo Irrazionale

-Quanti chilometri ha detto?-
Disse il ragazzo.
-Centosettantamila, poco più.-
Rispose l’uomo.
-Bhè, è messa bene.-
Disse il ragazzo.
-Certo che è messa bene! Fino ad ora non m’ha mai lasciato a terra…-
Rispose l’uomo.
-…forse bisogna dare una controllatina alla ventola e cambiare l’olio, ma per il resto è una gran macchina.-
Continuò l’uomo.
Il ragazzo fece due giri attorno alla macchina, fermandosi ad ogni passo e lasciando agli occhi fare il loro dovere.
-Posso aprire?-
Chiese il ragazzo.
-Certo, certo.-
Rispose l’uomo.
Il ragazzo aprì la portierà del conducente e si mise al volante. Doveva ammettere che era in buone condizioni e, cosa ancor più importante, il prezzo proposto dall’uomo più che accettabile.
Abbassò la frizione e la rialzò, finse un cambio di marcia e stette attento alla sistemazione del cruscotto.
Ri-uscì.
-L’autoradio?-
Chiese il ragazzo.
-Compresa nel prezzo.-
Rispose, fiero, l’uomo.
Il ragazzo avanzò verso il lunotto dell’auto.
Vide un triangolino giallo dai bordi rossi raffigurante un bebè e con la scritta in bella vista:
Bimba a bordo.
Il ragazzo avvicinò l’indice verso l’adesivo posto nella parte inferiore sinistra del lunotto con l’intenzione di grattarne via un angolo. Era la forza dell’abitudine.
-No!-
Lo ammonì, secco, l’uomo.
-Scusi?-
Chiese il ragazzo.
-Non si stacca, no.-
Rispose l’uomo.
Il ragazzo si raddrizzò con la schiena e, interrogativo, prese un’espressione imbarazzata.
-Fa parte di ricordi di famiglia, lo attaccai quando nacque mia figlia, l’unidici Marzo millenovecentonovantotto, è impregnato di ricordi quell’adesivo.-
Continuò l’uomo.
-Sì, ma io non tengo figlie.-
Si giustificò il ragazzo.
-Non hai figlie?-
Chiese l’uomo.
-No.-
Rispose il ragazzo.
-Figli maschi?-
Chiese l’uomo.
-Nemmeno.-
Disse il ragazzo.
-Ma quanti anni hai?-
Chiese l’uomo.
-Ventitrè.-
Rispose il ragazzo.
-Capisco… Bhè: non dovrai mai staccare questo patacchino.-
Sbottò l’uomo.
-Però mi rovina il lunotto… E le ragazze che pensano se vado in giro con scritto “Bimbo a bordo”!?-
Disse il ragazzo.
-Ecchedevono pensare?-
Rispose l’uomo.
-Glielo dico io cosa pensano. Pensano che a ventitrè anni ho già un figlio… O, peggio, che questa macchina è dei miei genitori.-
Disse l’arrogante ragazzo.
-E c’è da vergognarsi?-
Chiese, perplesso, l’uomo.
-Da vergognarsi no, ma… un pelo d’amor proprio, suvvia.-
Rispose il ragazzo.
-Machecazzo c’entra l’amor proprio, ora? Quello fa parte della mia vita! Ogni volta che mi preparavo ad andare al lavoro mi bastava un’occhiata a quel patacchino per ricordarmi che al mondo ci sarebbe sempre stato qualcosa di bello: mia figlia. No, l’adesivo non si stacca, è compreso nel prezzo.-
Disse l’uomo indicando il lunotto con l’indice della mano destra.
-E io non lo voglio, se lo può tenere.-
Disse il ragazzo.
-Guardi, per me può anche tornare a casa senza l’auto. Con l’autobus.-
Rispose l’uomo, seccato.
-Non si può arrivare ad un compromesso?-
Chiese il ragazzo.
-Non penso proprio, o l’auto col patacchino o niente.-
Rispose l’uomo.
-Va bene, va bene… E se le promettessi che non staccherò l’adesivo?-
Disse il ragazzo con speranza.
-E io dovrei fidarmi?-
Chiese l’uomo, riluttante.
-Sì, le manderò per mail la foto del lunotto, ogni mese.-
Disse il ragazzo.
-Ma una volta venduta la macchina sarebbe di tua proprietà a tutti gli effetti, potresti fare quello che ti pare senza essere costretto di tenere l’adesivo.-
Disse l’uomo con preoccupazione.
-Anche questo è vero. Ma deve fidarsi di me.-
Disse il ragazzo.
-Il prezzo è nelle mie portate, l’auto in buono stato e mi serve con urgenza un mezzo in questo periodo…-
Continuò il ragazzo.
-Io voglio questa macchina. A questo punto non m’importa del lunotto.-
Continuò il ragazzo.
-Davvero.-
Disse il ragazzo.
-Purtroppo non riesco a fidarmi. Niente ti vieterebbe di toglierlo e fregartene del patto.-
Disse l’uomo con un colpo di spalle e inarcando un sopraciglio.
-A pensarci bene no.-
Disse, sconsolato il ragazzo.-
-E poi…-
Continuò il ragazzo.
-…lo guardi… è pure sbiadito dalla pioggia.-
Disse.
-È…-
Sospese il ragazzo.
-Quell’adesivo è una merda.-
Finì il ragazzo.
-Via.-
Ringhiò l’uomo.
-Via!-
Abbaiò l’uomo.
E il ragazzo se ne andò.
Senza prima tirare un calcio al posteriore della macchina, lasciandovi un solco a forma di impronta.
L’uomo, pochi giorni dopo, ricevette una denuncia per aggressione.

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Una risposta a Mondo Irrazionale

  1. Rocco R. ha detto:

    Ma stiamo scherzando? Io ci aerografo un simbolo vaginale su quell’adesivo! occhei, sto esagerando.

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