Nestly

Con Nestly abbiamo avvicinato fra di loro milioni di persone, signori miei, abbiamo avvicinato gente di nazionalità diverse, abbiamo riallacciato relazioni dimenticate e perse a causa del tempo e dello spazio, abbiamo unito famiglie da troppo tempo lontane, abbiamo fatto tutto questo e tanto altro, perchè Nestly non è solo un semplice sito dalle potenzialità infinite, ma è diventato un modo di vivere e pensare, è diventato uno stile di vita, un mezzo concreto e mai tanto reale.
Siamo sinceri, non stiamo parlando di soli dati ed informazioni programmati da abili informatici ed inseriti nel vasto mondo denominato “internet”, ma stiamo parlando di un tassello, un tassello fondamentale, del web 2.0.
L’uomo non è mai stato tanto proprietario di se stesso; la sua essenza, i suoi pensieri, le sue idee, i suoi piaceri non sono mai stati tanto importanti e immediati in uno spazio cibernetico.
Da quando abbiamo creato Nestly ci siamo evoluti, ingranditi e potenziati fino a diventare una solida realtà. Noi siamo la connessione al mondo, non c’è persona che non conosca il nostro marchio, che non sappia dell’esistenza di Nestly o che non abbia mai visto l’home page del nostro sito.
Vorrei, se fosse possibile, constatare alcuni curiosi dati, in modo da farvi un’idea di ciò che rappresentiamo all’alba del 2019:
un miliardo e duecento milioni di utenti in tutto il mondo; ogni quindici minuti vengono condivisi all’interno di Nestly, oltre due milioni di link; ogni quindici minuti vengono uploadate quattro milioni di foto; il sito è tradotto in 73 lingue diverse; in media vengono passate 6 ore al giorno su Nestly; quando si sveglia il 68% degli utenti tra i 19 e i 45 anni per prima cosa controlla il nostro sito; abbiamo duemilaquattrocentosettantadue server sparsi per il mondo e siamo il secondo spazio informatico con maggior traffico al mondo.
Che dire, impressionante, no?
Meraviglioso.
Da una sola, semplicissima, idea, quella di condividere sul web i propri pensieri e di riunire in un unico “nido” più utenti fra loro simili, abbiamo sviluppato una tanto solida realtà.
Questa è magia, signori miei, la magia dell’ultimo millennio, un millennio in cui la vita migrerà, lentamente dal mondo reale a quello del web, un mondo ancora tutto da scoprire e da inventare, un mondo dalle infinite potenzialità dettate e limitate solo dalla fantasia dell’uomo.
La creazione di applicazioni per i dispositivi mobili ci ha aiutato ad espanderci non solo all’interno delle case, ma anche al di fuori, per strada: ci si può collegare a Nestly ovunque, quando si vuole, da qualsiasi dispositivo.
Noi dell’ufficio marketing, assieme a quelli degli aggiornamenti e ad alcuni programmatori, abbiamo riflettuto a lungo su cosa possa coinvolgere ulteriormente i nostri utenti alla grande realtà che stiamo forgiando.
Per questo motivo abbiamo chiesto a 50 ragazzi “cavie” di smettere per un tempo limitato d’andare sul nostro social network; riuscire a sopravvivere per… un mese? Due? Senza connettersi un solo secondo a Nestly.
Abbiamo monitorato i loro computer e cellulari in modo da tenere controllati i loro spostamenti sul web e li abbiamo fatto compilare settimanalmente un questionario dettagliato riguardante le loro attività:
ne abbiamo ricavato alcune fondamentali informazioni.
Osservate il grafico:
15 utenti su 50 sono riusciti a non collegarsi su Nestly per più di 5 settimane, tutti e 15 hanno dichiarato di non sentire il bisogno assiduo dei vantaggi comunicativi del sito e hanno inserito tra le cause di questo disinteresse:
a) il lavoro;
b) gli amici ;
c) il proprio partner.
8 utenti di questi 15 si sono detti “maggiormente rilassati e sereni” dopo aver preso parte all’esperimento e hanno affermato di non sentire più l’esigenza di tornare ad aggiornare il loro Nest-profilo.
Ecco, non credete che i dati ricavati siano allertanti?
Come sono riusciti, questi otto utenti, a sviluppare una sorte di… vaccino alla – non ridete, è così che ci chiamano i quotidiani d’informazione – “dipendenza nestlyana”?
Il lavoro, gli amici ed un partner.
Non dovremmo avere molta difficoltà nell’ignorare il secondo punto. Da quanto percepito dai restanti 35 utenti, uno dei fattori che più li ha spinti a ritornare all’interno del nostro social network sono stati gli amici che li circondano; quando la maggior parte della propria realtà comunicativa si basa su un mezzo informatico, non prenderne parte significa distaccarsi dalla realtà stessa. E quindi si sono ritrovati, per un verso, più padroni del proprio tempo, del proprio spazio e della propria vita, ma, d’altro canto, senza nessuno con cui interagire, allontanati da alcune conoscenze che contribuivano a solidificare i rapporti umani.
Per il partner, bhè… Mi viene da pensare a mio cugino. Non so se lo conoscete, l’ho portato a vedere l’ufficio quattro, forse cinque mesi fa. È più piccolo di me di sei anni, sta studiando e… insomma: ha questa ragazza con cui si frequenta; sono praticamente fidanzati.
Proprio la scorsa settimana mi telefona verso le sette di sera e, abbastanza nervoso, mi urla addosso tutto agitato che voleva un mio parere su una cosa che lo assaliva in quei giorni. Voleva sapere se c’era il modo di osservare costantemente il Nest-profilo di una persona.
Io gli ho risposto che nelle opzioni di aggiornamento poteva aumentare la percentuale di gradimento per una cerchia di amici rispetto un’altra; niente che lui non sapeva, infatti mi risponde:
“No! No, quello l’ho già fatto. Io intendevo dire… Controllare la sua posta privata e vedere le sue chat…”
Gli ho detto che era contro la nostra politica della privacy e che non potevo assolutamente assecondargli la richiesta. Questa piccola parentesi per dimostrarvi che non c’è alcun pericolo dei partner, con loro vale la stessa logica degli amici: una coppia in cui un solo esponente usa Nestly è inevitabilmente preda della gelosia. La gelosia e la diffidenza su cosa faccia la propria compagna su quel maledetto sito ha un solo rimedio: quello di iscriversi e starle attaccata come una sanguisuga.
Quanti di voi hanno il marito o la moglie che perdono interi pomeriggi su Nestly? Su, dai, siate sinceri. Ecco, e quanti di voi hanno un profilo con cui controllarla?
Ahahahahhh, su, sto scherzando.
A questo punto ci rimane solo il “lavoro”.
Il lavoro è una delle dipendenze che più ci fa concorrenza al giorno d’oggi. Nell’ultimo anno, con le riforme sociali mondiali avvenute, il tasso di disoccupazione è diminuito del 6%, una cosa meravigliosa, dico davvero, ma con esso è pure diminuita la percentuale di utenza online.
L’ufficio marketing s’è movimentato in modo da superare questo gradino in un unico modo: offrendo lavoro su Nestly.
Aggiungeremo una facciata nella home in cui inseriremo annunci ufficiali per possibili lavori – questi, a dir la verità, dobbiamo ancora idearli interamente, abbiamo alcune tracce da seguire, ma siamo in fase di sviluppo – e chi riuscirà a collocarsi avrà il compito di lavorare per Nestly stesso; non qui nelle nostre sedi, ma comodamente seduto a casa.
I lavori potrebbero spaziare da una moderazione dei profili, all’organizzazione di eventi informatici – a proposito: ho notato che stanno prendendo piede le conferenze in video-chat con personaggi famosi, questo potrebbe essere un mezzo molto interessante per coinvolgere nuovi utenti.
In più ci sarebbe l’assegnazione di “premi”, unicamente simbolici, che darebbero la possibilità agli utenti di avere alcune agevolazioni e vantaggi nel migliorare e decorare il proprio profilo. Ciò stimolerebbe più gente a lavorare per noi in modo da potersi vantare con gli amici dei premi ricevuti, scatenando una vera e propria corsa verso la creazione più personale possibile del proprio profilo.
Stiamo valutando anche lo sviluppo di una moneta virtuale, gli “Eggs”, da poter usare in svariati modi, ma non è nulla di certo.
Insomma… Credo di aver finito.
Scusate se mi avete sentito leggermente incerto e titubante nell’elencarvi tutto questo, ma ciò di cui vi sto parlando è il futuro, un campo del tutto inesplorato e pronto a rivoluzionare il mondo dei social network; sono idee da evolvere, da esplorare, da migliorare e da schiudere in un prodotto prossimo alla perfezione. Dobbiamo stare attenti a non sottovalutare la vacuità – sempre più notevole – dell’essere umano; ormai il nostro è un prodotto affermato in tutto il mondo, è un mezzo di comunicazione non più ignorabile, e noi stiamo lavorando per renderlo indispensabile nella vita di tutti i giorni.
Vi chiedo solo ancora del tempo.
In tre mesi “Nestly” sarà una realtà ancora più solida e proficua, oltre la vostra immaginazione.
Vi ringrazio della vostra attenzione.
È tutto.

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