Parlando di fantascienza: Omphalos

Stamattina la Corte Giurisdizionale Mondiale si è riunita col Corpo della Sicurezza Pubblica per trattare la delicata norma riguardante gli androidi di sesta generazione. È stato lo stesso Norm Forley, rappresentate massimo della cultura elettronica, a sollevare il problema 7 mesi fa; secondo lui gli “artificiali”, come vengono comunemente chiamati oggi giorno, non godono degli stessi diritti umani, soffrendo di una discriminazione razziale estetica. Thomas Lorway, presidente del partito per la Supremazia Umana, ha commentato ferocemente questo movimento per l’uguaglianza tra gli esseri umani e gli androidi, scatenando, così, maggiore interesse pubblico.
Ciò che inizialmente sembrava una banale lite dal debole spessore intellettuale si è velocemente trasformato in una questione mondiale: rendere o no gli androidi del tutto simili agli umani?
Ecco un breve passo dell’intervento di Lorway nell’ultima riunione del parlamento delle Nazioni Unite:
“…vorrei, ora, spostare l’attenzione dei miei colleghi sulle recenti affermazioni del “guru” dell’elettronica Norm Forley. Secondo Forley gli androidi di sesta generazione hanno subito un tale sviluppo da poter essere ritenuti esseri senzienti ed autonomi: il loro aspetto esteriore è quasi irriconoscibile da quello umano e la loro intelligenza artificiale è pari, se non superiore, alla nostra. Vorrei ricordare che proprio per questi fattori, qui ingigantiti dalla passione maniacale dell’uomo, è stata scritta dodici anni fa la… personalmente discutibile… Costituzione degli Androidi; in modo da tutelare i diritti degli artificiali oltre la terza generazione. Ma quindi cosa sta chiedendo Forley? Forley pretende, a fronte di ciò che lui stesso ha fatto notare, l’inserimento dell’ombelico in tutti i robot di sesta generazione! In modo da renderli completamente, e dico completamente, simili agli esseri umani! Non poterli più distinguere da noi se non attraverso una specifica richiesta! Io chiedo a tutti i miei illustri colleghi: che vantaggi porterebbe tale decisione? È giusto allargare a questi livelli i diritti di… di insulsi… robot?! È davvero loro interesse essere identici a noi, ai creatori? Vi ricordo che, in fin dei conti, loro sono solo dei prodotti; macchine senza vita dall’unico scopo di servirci! Noi li abbiamo creati e noi abbiamo il dovere di governarli! Sembra che ultimamente si tenda a scordarlo, questo.”
Concluso il tanto discusso intervento Thomas Lorway è stato sospeso dalla propria carica nel parlamento delle Nazioni Unite e allontanato dal proprio partito per inneggi all’odio razziale e robotico.
Forley si è difeso in un’intervista al quotidiano “Nationally Informer” con queste parole:
“Thomas Lorway, col suo partito spregevolmente razzista, sta introducendo, da 8 anni a questa parte, un’idea distorta degli androidi; un’idea nociva sia per la società in cui viviamo che per la gente stessa. Lorway è convinto della pericolosità degli androidi di qualsiasi generazione e rifiuta la loro partecipazione all’interno della nostra vita, sente il bisogno di limitarsi agli elettrodomestici senza accettare forme più evolute di intelligenza artificiale. Quello che vorrei chiedergli, se mai ne avessi l’occasione, è: prova ad immaginare una vita, nel 2132, senza l’esistenza degli artificiali. Come sarebbe? Bhé, io ci penso spesso: l’aria sarebbe irrespirabile, no? Da quando la B.G.D. ha creato il primo prototipo capace di depurare l’atmosfera terrestre ricavandone una piccola quantità di energia, la sottovalutata “prima generazione” conosciuta meglio come “Generazione Pinocchio”, la purificazione dell’aria ha avuto un incremento mai registrato prima. Ma non solo, senza i robot, come lui tende a chiamarli, avremmo un tasso di mortalità del 75% superiore a quello odierno; città sporche e mal tenute; cassonetti ricolmi di rifiuti ogni 5 numeri civici; ospedali in stati pietosi; l’estinzione di 126 specie animali; e non avremmo uffici autonomi e pratici; mezzi di trasporto efficientissimi; elettricità costante; reperti archeologici mantenuti in stato ottimale; e la possibilità di far stare bene qualsiasi ceto sociale. La tecnologia non va sottovalutata, mai. Cosa sarebbe successo nel famoso inverno del 2089, durante la cosiddetta “Guerra delle sei ere”, se non ci fossero stati degli androidi a fermare e circoscrivere le radiazioni scatenate dall’attacco nucleare di Israele contro l’Iran? Eh? Quanta gente sarebbe morta? Io dico che è nostro dovere accettare una volta per tutte la figura dell’androide di sesta generazione nella nostra società, capire che non è più un solo insieme di cavi, chip e visori, ma un essere completo, dotato di una propria intelligenza e di una propria personalità. Ritornando all’argomento che ha tanto fatto discutere: l’inserimento dell’ombelico sembrerà una sciocchezza alla maggior parte della gente; ma personalmente lo ritengo un piccolo passo essenziale in direzione di un’uguaglianza da troppo tempo necessaria.”
In attesa di aggiornamenti dalla Corte Giurisdizionale Mondiale, questo è tutto, grazie di averci seguiti.

Informazione offerta da B.G.D. – Creatori di Futuri; giornalista pomeridiana: Jeanna 5-R965.

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9 risposte a Parlando di fantascienza: Omphalos

  1. Rocco R. ha detto:

    Bello.

    Secondo me però hai messo date troppo basse. Sullo sviluppo di androidi del livello che descrivi secondo me ci vorrà di più, mentre per la bomba è plausibile immaginare tempi molto più brevi.

  2. johnnystecchino ha detto:

    Bellissimo! Mi è piaciuto molto.

    Puoi trovare un racconto di Asimov dove un candidato alla Presidenza viene accusato di essere robot, quindi soggetto a tutto il disprezzo e timore degli umani. Si chiama “La prova”; un racconto dove di nuovo si presta argomento a discorsi presunta e residua superiorità umana nei confronti dei cibernetici.

  3. Fabio ha detto:

    Ma in questa società che descrivi, dove gli automi ormai svolgono ogni compito, oltre a ciarlare inutilmente nelle assemblee cosa fanno gli umani?

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