Memorie di Todd Hoover – 09 Ottobre

Diario di Todd Hoover, 9 Ottobre, 20:55.

Inizio registrazione.
«Perché accendi quell’affare?»
«Me l’ha consigliato John, dice che è meglio documentare la propria personalità almeno settimanalmente.»
«Per le droghe?»
«Ultimamente si registrano parecchi casi di alienazione della personalità. Vogliamo solo essere sicuri di rimanere le stesse persone del giorno prima.»
«Questo non succederebbe se tu smettessi di prendere tutte quelle sostanze.»
«Non è colpa mia se al giorno d’oggi le tagliano con qualsiasi merda possibile.»
«Non sto parlando di questo. Dovresti limitarti a fumare.»
«Come te?»
«Sì, come me.»
«Occhei.»
«Tanto so che non mi ascolti. Non mi prendi mai sul serio, quando mai lo farai?»
«Helen. Helen, guardami: quello che prendo mi permette di lavorare, sì o no? Sì o no? Mi porta dei soldi in casa? Ci permette di mangiare almeno due volte al giorno?»
«TI permette di mangiare due volte al giorno, io non dipendo di certo dai tuoi video.»
«Hai ragione. Però, cazzo, solo grazie alle sostanze riesco a fare quello che faccio. Non posso rimanere indietro. Io… Pensi sia felici di ridurmi all’R.Dream? Pensi che ne sia fiero?»
«Nessuno ti ha costretto a smettere di fare film.»
«L’esigenza mi ha costretto! Le case di produzione non si fidavano più degli incassi che ottenevano. Mi… Mi stavano addosso.»
«L’R.Dream non ti sta addosso?»
«Almeno loro mi rispettano, Helen. Cosa che non fai nemmeno più tu, porca troia.»
«Continua pure a dire cazzate.»
«E poi non capisco ‘sta storia delle droghe! Non c’è stata una volta, una, che sia successo qualcosa. Ho sempre avuto tutto sotto controllo.»
«Questo lo pensi tu. Parliamo di quelle innumerevoli volte in cui m’hai telefonato nel cuore della notte in stato delirante. Parliamo di quando hai rischiato il lavoro perché eri troppo fatto per capire quel che stavi dirigendo. Parliamo di Summer e dei soldi che sperperi in sua compagnia! Parliamone, su.»
«Finché quel che spendo è meno di quel che guadagno, io vado avanti. Per tutto il resto… Fanculo.»
«Va bene…»
«Sì! Va bene!»
«Non alzare il tono con me, hai capito? Non – provarci – mai – più!»
«È quello che stai facendo tu con me.»
«Sentiti. Sei… Sei… Cosa sei?»
«Cosa devo essere?»
«Sei lucido? Non ti riesco a capire, Todd. Non sembri più tu.»
«Cazzo, sì che sono lucido! Mi faccio prima di venire qui, secondo te? Perché dovrei?»
«Non lo so. Per affrontarmi?»
«Dio mio, chi cazzo sei, mia madre?»
«Calmati.»
«No che non mi calmo. Spiegami cosa dovrei affrontare. Stiamo insieme da due anni e dovrei avere ancora tanta paura di litigare con te da prendere qualcosa?»
«Non ho detto questo.»
«E allor… Lasciamo perdere… »
«Lasciamo perdere.»
«Sono stanco di litigare. È un mese che litighiamo.»
«Ho paura di perderti, tutto qua.»
«Helen: non mi perderai. Davvero: ho tutto sotto controllo. Non l’ho detto per fare il grosso. Non mi ridurrò mai come quei tossici del quartiere industriale.»
«Dimmi che faccio bene a fidarmi di te.»
«Devi fidarti di me.»
«Io ho solo paura di perderti… Ho solo…»
«Sshh…»
«…»
«…»
«Avevi qualcosa in mente per stasera?» chiese Helen, dopo essersi asciugata gli occhi col palmo della mano.
«No, tu?» rispose Todd scostandosi dall’abbraccio in cui l’aveva stretta.
«Stavo per collegarmi su Nestly.»
«Ancora?»
«Non avevo di meglio da fare. Almeno lì trovo sempre qualcosa di nuovo da scoprire.»
«Io ho perso l’account.»
«Possiamo entrare col mio.»
«La verità è che non mi piace quella zona, se volessi stare con tutta quella gente sarei in loro compagnia, no? C’è un motivo per cui ho pochi amici con cui mi vedo spesso; non voglio che il mio pensiero sia per forza messo in discussione da un’orda di bestie, tutte con un parere differente dal mio. Non è così che dovrebbe andare, quel sito avvicina troppe persone, è inevitabile che si finisca col fare a botte; se esistono cerchie di amici è proprio perché l’essere umano ha bisogno di dividersi in gruppi dai modi di pensare simili. Se prendi una stanza e la riempi di gente dalla stessa lingua, si finisce in un’orgia di sangue. Non penso mi collegherò, non penso proprio. L’ultima volta Allison m’ha spaccato il culo pubblicamente, e si sono aggiunti 15 figli di puttana che non avevo mai sentito nominare, solo perché le avevo dato della troia bipolare. Fottuti stronzi. Non hanno mai parlato con la sua psicologa, facile difenderla.

Cos’è quella faccia?»
«Lo sai che non mi piace quando nomini Allison.»
«Ohmmamma. Ormai non ci penso più. Hai visto: quando ci penso m’incazzo.»
«Mh.»
«Senti: mi ha mollato lei, ricordi?»
«Sì.»
«E ricordi per quale motivo?»
«Sì.»
«Bene. Che ne dici se invece di collegarci su Nestly non ci guardiamo un bel film col proiettore olografico?»
«Cosa vorresti vedere?»
«Moby Dick va bene?»
«Versione?»
«Del ’79.»
«Soft, o porno?»
«Io non ho mai sentito parlare di quella porno! Come fai a conoscerla?»
«Dai che scherzo.»
«Non vale scherzare col broncio.»
«Sei un cretino, Todd.»
«Lo so, amore.»
«Ti voglio bene.»
«Anch’io te ne voglio, Helen… Però puoi dirmi una cosa?»
«Certo.»
«Hai qualche perdita in casa?»
«Mh?»
«Non hai visto l’acqua in corridoio?»
Fine registrazione.


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13 risposte a Memorie di Todd Hoover – 09 Ottobre

  1. johnnystecchino ha detto:

    Whoa!
    MI pare esista una versione porno di Moby Dick, solo che la balena è nera.

  2. arielisolabella ha detto:

    vi prego non Moby dick!! pensiamone una con il vermone tanto e’ gia’ in..posizione strategica!!! 😀

  3. Rocco R. ha detto:

    La versione porno di Moby Dick mi incute un certo timore reverenziale.
    O sono attacchi di panico? Mha…

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