Memorie di Todd Hoover – 21 Ottobre pt.2

«Il fatto che dopo la sua patch molti altri registi si siano dati ai Simulanti raggiungendo ottimi risultati la spaventa?»
«No, perché dovrebbe?»

«Lei li ha migliorati a livelli mai raggiunti prima, è come se fosse il loro padre biologico; vedere colleghi sfruttarli in questo modo e avere un forte successo non lo spaventa professionalmente?»
«No, assolutamente. Anzi, sono felice che vengano usati. Anche nel ventesimo secolo gli attori venivano assoldati da più registi, questo non vuol dire che ogni film con un bravo attore fosse un successo. I Simulanti sono solo una parte del nostro lavoro, il resto si svolge nella nostra testa e nella bravura nel comprendere la società in cui si vive. Nel… saper ritrarre il proprio periodo storico.»
«E lei come definirebbe il nostro periodo storico?»
«Bella domanda…
È…
È caotico, confuso, imprescindibile. No? Una macchia informe di colori, in continuo mutamento. Qualcosa di distorto, non sporco, non corrotto, ma vuoto. Molti valori si sono persi.»
«Tipo?»
«Io… Credo che l’attesa sia un valore che si sia perso da molto tempo. Sono tutti frenetici, non si riesce a concepire l’attesa per qualcosa che necessita di tempo. È tutto un pretendere, ora, adesso! Io per primo sono fatto così, non sono nella posizione di criticare questo comportamento. Personalmente lo vedo come un effetto di tutte queste innovazioni sul piano tecnologico: stanno rendendo il mondo a portata di mano per tutti; ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo, nascono e muoiono correnti culturali, idee, mode, gruppi musicali: non si riesce più a seguire tutto. Dovremmo regredire sul piano evolutivo per farlo…
Ecco.
Sa se esistono ancora degli aborigeni amazzonici al giorno d’oggi?»
«No, non lo so proprio.»
«Vede? Ignoriamo la gente che non fa parte del nostro modo di vivere: cosa ci può interessare di una tribù di primati quando abbiamo l’ultimo cellulare della B.G.D.? Quando siamo a un passo dal poter volare con autovetture? Quando possiamo trascorrere le nostre giornate con chi ci pare su Nestly? Cosa ci può importare, oltre che meno di niente?
In questo momento gli aborigeni potrebbero essersi accorti di qualcosa che va oltre alla loro stessa comprensione, qualcosa di meraviglioso e incomprensibile, qualcosa di straordinario; la stessa cosa che noi riconosceremmo facilmente come un messaggio pubblicitario aereo ad onde semi-oculari. Stiamo intraprendendo un cammino di disumanizzazione; e stiamo perdendo molto del nostro mondo. Mondo inteso come natura, capisce?
Siamo così…
Noi… Bha.
Cambiamo discorso.»
«Se le interessa questo argomento potremm…»
«No, è un controsenso che stia qui a fare la ramanzina, quando sono il primo a beneficiare di tutto questo. Proseguiamo.»
«Mh… Allora… Lei tiene molto alla sua privacy? Alcuni dicono che dopo il successo ottenuto come regista di lungometraggi sia scomparso dalla scena contemporanea sia per il peso della fama – con conseguenti aspettative – sia per evitare di diventare troppo conosciuto, troppo ricercato.»
«Macché. La verità è che il mio è un pubblico di nicchia. Al giorno d’oggi tutti si interessano del prodotto, ma nessuno dell’artigiano. Ci possono essere tantissimi estimatori dei miei film, ma solo in pochi hanno deciso di approfondire la mia figura: diventare fan dei miei lavori e non di uno solo di questi. Mi va, comunque, bene così: non troppo conosciuto, non del tutto trasparente. Non ho ancora affrontato una situazione in cui ritenessi in pericolo la mia privacy. Lei, a dir la verità, è la prima a farmelo notare.»
«Non intendevo metterle pensieri scomodi.»
«Stia sicura che dormirò ugualmente sonni tranquilli.»
«Ne sono felice. Ecco la prossima domanda: cosa risponde alle voci che l’accusano dell’omicidio della sua ex fidanzata: Allison Shelley?»
«Com… cosa?!»
«Mh?»
«Mi sta prendendo in giro? Quello che ha appena detto…»
«Non capisco cosa ci sia di sbagliato in una semplice domanda; è sicuro di sentirsi bene, signor Hoover?»
«Quando è morta Allison?!»
«Ma stavamo parlando…»
«Nessuno mi ha chiamato, io non…»
«…stavamo parlando di perché negli ultimi due anni ha deciso di darsi al settore pubblicitario.»
«…»
«Signor Hoover? È ancora lì?»
«Uh. Io… Io non mi sento tanto bene. Credo di dover sospendere l’intervista, mi scusi signorina…?»
«Brown.»
«Signorina Brown. Se ha bisogno di altro materiale mi scriva una mail a questo numero. Le risponderò il prima possibile.»
«Ma… è tutto occhei? Se ho toccato un tasto dolente, io…»
«No. No, è solo che… Sono stanco, ho bisogno di riposarmi. È un periodo difficile. E… sono desolato, ma penso di non riuscire a continuare.»
«Non si preoccupi. Mi farò sentire il prima possibile.»
«La ringrazio.»
«Arrivederci, signor Hoover. E si riprenda, mi raccomando.»
«Sì, ci proverò. Arrivederci.»
Fine registrazione.

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14 risposte a Memorie di Todd Hoover – 21 Ottobre pt.2

  1. arielisolabella ha detto:

    ma scusa perche’ sono sempre le donne ad essere fatte fuorii!!! ?????SE acchiappo il vermone lo masticoooooooooooooooo!!!!!

    • zanzathedog ha detto:

      Vermone misogino, piaga del 22esimo secolo!

      In più ho appena migliorato con una nuova patch questa seconda parte dell’intervista: errori grammaticali: addio; sintassi coerente: benvenuta!

  2. Rocco R. ha detto:

    Azz… la cosa sta diventando inquietante e terribilmente interessante.

    E comunque, per puro caso ho scoperto che Kid A ci azzecca di brutto con la lettura delle memorie di Tiacca.

    • zanzathedog ha detto:

      Questi suggerimenti musicali sono sempre ben accetti! Che ultimamente non trovo nessun buon accompagnamento alla scrittura 🙂

      Terza patch avvenuta, sistemate altre due o tre cose: più leggo più riscriverei tutto il post. Mò mi fermo.

      (Stamattina mi è venuta un’idea che, un’idea che, un’idea che UAO. Anche se non modificherà di un grammo la trama centrale, renderà più fico questo mondo fantascientifico. L’ho scritto perché non riuscivo più a trattenermi)

  3. arielisolabella ha detto:

    come 10 post??? ma dai esageratoooo!!!! sei peggio di beautiful!!! 😀

  4. johnnystecchino ha detto:

    MI sta smagnando un botto questa saga!

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