Contrattempo (pt.2)

«Quindi?»
«Dalle 2 alle tre ore.»

«Porc… porca-porca-porca troia-merda! PORCO CAZZO, MERDOSO CAZZO DI MERDA! MERDA! Porca!»
Il Capitano urlò stringendo gli occhi con disprezzo, pestò il cappello due volte e tornò a urlare, indicando alternativamente i due studiosi con l’indice destro.
«Aprite questa porta, dovete aprirla ORA.»
«È impossibile, sia da fuori che da dentro non risponderà a nessun comando per tutto il tempo d’attesa.»
«Per voi… per voi è finita, signori miei. Non vi voglio più vedere sulla faccia della terra. Sono io che comando qui, questo è tutto mio, avete capito? Una volta usciti vi sbatterò fuori a calci in culo, vi caccerò dentro le vostre luride emorroidi tanti ve ne tirerò. Vi avevo detto che alle otto dovevo essere in macchina, vi avevo detto che non avevo molto tempo a mia disposizione… i coniugi Constard si infurieranno, sappiatelo!»
Il dottor Perera si sentì rompere qualcosa dentro: un groppo al torace aprirsi in mille spicchi diversi; la stessa sensazione che provava quando la mamma lo sgridava da piccolo. Solo che questa volta non poteva piangere.
Frinzis, esasperato dagli avvenimenti, cominciò a pensare il più velocemente possibile sbattendosi le dita sulla bocca e tormentandosi il labbro inferiore.
Gli venne un’idea, ma il Capitano lo distrasse:
«Abbiamo un collegamento verso l’esterno?»
«Sì, certo, abbiamo quel telefono.»
Frinzis indicò un telefono fisso attaccato a fianco delle porte blindate; il Capitano ci si fiondò a due mani, compose un numero a dieci cifre e attese. Dall’altra parte della cornetta rispose un giovane sottufficiale, lo stesso che avrebbe dovuto guidare l’auto in direzione dell’appuntamento tanto desiderato.
«Pronto?»
«Sottufficiale Walko, sono il Capitano Bright, mi sente?»
«Sissignore.»
«Bene. Mi ascolti con attenzione: ha presente il laboratorio dei due dottori?»
«Sissignore, nel bunker signore.»
«Esattamente: siamo bloccati dentro, ci deve tirare fuori, e il prima possibile.»
«Sissignore; come signore?»
«Chiami qualcuno!»
«Cercherò qualcuno, signore.»
«Mi raccomando, sottufficiale Walko, conto su di lei. Ah! Le porte bloccate sono blindate. Provi a sentire… non so… il corpo esplosivi. Sì, loro: le faranno scoppiare.»
«Corpo esplosivi signore; sissignore.»
«Ci liberi, non importa come, devo arrivare all’appuntamento in tempo. Solo questo importa: l’appuntamento.»
«Sissignore, l’appuntamento.»
«Si ingegni e ne sarà ripagato» concluse il Capitano cercando di darsi un tocco di autorità e riagganciando.
Frinzis alzò la mano sperando di attirare l’attenzione del Capitano, cosa che gli riuscì.
«Cos’ha da dire?»
«Mi è… mi è venuta un’idea per tirarci fuori da questa situazione in maniera meno… drastica.»
«Di cosa si tratta?»
«Di quello» Frinzis lanciò uno sguardo verso la macchina del tempo: computer e vasca insieme; il Capitano rimase immobile per un momento, poi, sconsolato, borbottò fra sé e sé una frase che finì con “matti”.
[Continua]

Labo

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4 risposte a Contrattempo (pt.2)

  1. Rocco R. ha detto:

    Ma il telefono ha chiamato nel presente, nel passato o nel futuro?

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