Memorie di Todd Hoover – 01 Novembre

Nelle puntate precedenti:
2128, Todd Hoover è un affermato pubblicitario dell’agenzia R.Dream, di tanto in tanto si fa di acidi per movimentare la propria carriera artistica e riuscire a controllare il programma da lui stesso creato, parliamo dei Simulanti: mezzo computerizzato non ancora chiaro attraverso cui si possono manovrare e far recitare marionette del tutto uguali agli esseri umani, questo in modo da risparmiare su costi di produzione ormai rifiutati dalle case cinematografiche.
John Summer è amico e ufficiale rifornitore di droghe di Hoover, sembra matto o forse è solo scemo; è lui ad aver rimediato a Todd una capsula di M-1808, un parassita simile ad un lombrico solitario capace di secernere droga direttamente nell’intestino del portatore. Non è roba figa e ha degli effetti altalenanti, nessuno sembra riuscire a gestirli bene.
Helen è la fidanzata di Todd, non si capisce esattamente quale sia il suo ruolo in questa storia, a parte rompere le palle. Ha un lavoro? Non lo sappiamo ancora.
Allison Shelley, invece, è l’ingombrante ex di Todd e figura chiave nella mente del ragazzo; non l’abbiamo ancora incontrata ma spesso si parla di lei.
Infine Bill Chizmar: John l’ha raccolto davanti al dipartimento di salute mentale e l’ha subito fatto conoscere a Hoover, è completamente pelato e dice di provenire dal futuro, per esattezza dal 2332. Dirà il vero?

Diario di Todd Hoover, 01 Novembre, 14:02.

Inizio registrazione.
Todd Hoover stava camminando nella stradina che costeggia la scuola elementare a due isolati dall’appartamento di Helen quando si sentì chiamare.
Era una voce minuta che proveniva oltre la rete che circoscriveva il giardino scolastico.
Hoover vide una creaturina che lo invitava ad avvicinarsi.
«Salve!»
Hoover sorrise interrogativo.
«Ciao.»
«Come se la passa?»
«Non male.»
«Bella giornata, non trova?» disse la creaturina che non superava il metro e mezzo di altezza.
«Sì, bella.»
«Dove sta andando?»
«Non ho intenzione di dirtelo.»
«Ah.» rispose il bambino, deluso.
«Che ci fai qui tutto solo?»
«Osservo la gente passare.»
«E i tuoi amici?»
«Stanno giocando.»
La creaturina si grattò il mento.
«Lei abita qui vicino?»
«Più o meno.»
«E perché non ha un cane?»
«Che cane?»
«Di solito di qua passa la gente che porta fuori il cane, è un bel quartiere per avere un cane.»
«Non saprei come tenerlo, non è un animale semplice.»
«Nessun animale è semplice. Però i cani sono una razza entusiasta, sono completamente assorti nel presente. Mi piacerebbe averne uno.»
«I tuoi non lo vogliono?»
«No.»
«Forse sarebbe troppo impegnativo per loro.»
«Non lo so.»
«Come ti chiami?»
«Alì.»
Il bambino porse la mano infilandola tra la rete.
Hoover gliela strinse.
«Io mi chiamo Todd. Quanti anni hai, Alì?»
«Sette, ma vado in terza.»
«Bhé, sembri più adulto da come parli.»
«La mamma la pensa diversamente.»
«Cosa dice tua mamma?»
«Mia mamma dice che non riesce a capirmi.»
«In che senso?»
«Non so… Mi sgrida, ma a volte non capisco nemmeno io il perché.»
«La fai arrabbiare?»

«Ho due fratelli più piccoli e io sono il più grande, certo che la faccio arrabbiare.»
«Capisco. Anch’io sono il maggiore di due fratelli.»
«Anche tua mamma ti picchiava?»
«A volte.»
Hoover si accorse di alcuni lividi presenti sul collo del bambino.
«Qualcuno lo sa che tua mamma ti picchia?»
«L’ho detto al mio migliore amico.»
«Cosa gli hai detto?»
«Che mia mamma quando si arrabbia mi tira dei calci e dei pugni.»
«Cristo!»
«Ai miei fratelli invece dà le botte sul sedere, ma io sono già grande per quelle.»
«Tuo padre non vi difende?»
«Il papà non abita con noi, e quando ci viene a trovare passa tutto il tempo a litigare con la mamma.»
Hoover si sentì crescere un groppo in gola.
«Avete solo la mamma in casa?»
«C’è anche la nonna. Pure lei ci picchia, soprattutto sulle gambe.»
«Da dove vieni, Alì?»
«Mh?»
«I tuoi genitori, sono nati qui?»
«Non lo so.»
Hoover guardò in faccia il bambino: non mostrava alcuna sofferenza. Era calmo. Come faceva ad essere così calmo?
«Dovresti parlarne con una maestra, Alì.»
«Queste cose non importano alle maestre.»
Alì strofinò la suola della scarpa per terra sollevando della polvere.
Nessuno dei due aveva più nulla da dire.
Fine registrazione.

Taiyo Matsumoto - GoGo Monster

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10 risposte a Memorie di Todd Hoover – 01 Novembre

  1. arielisolabella ha detto:

    Io pensavo che il Vermone se lo fosse mangiato…non può’ rendersi utile ed andare dai genitori di ali’? Così’ si rende utile tanto per cambiare…

  2. Rocco R. ha detto:

    Gran bel “nelle puntate precedenti”.
    Allora, sta storia mi “strema”, perchè è molto bella ma non riesco a trovare bandalo della matassa! Oddio, ora a cosa porterà questo capitolo nel proseguire nella storia? Chi è il bambino? Ma esiste davvero o è un effetto del verme? Un sacco di domande.

    • zanzathedog ha detto:

      “Più misterioso di Lost” è il mio motto.
      E non avendo mai visto più di 4 puntate di Lost, diventa un caposaldo della mia vena creativa.

      • Rocco R. ha detto:

        Io non ho mai visto Lost. Ma di roba serie che mettevano un sacco di carne a cuocere per poi risolvere tutto nel finale con uno “e sti cazzi” ne conosco diverse. Ho delle aspettative su tiacca, mi raccomando. 😀

        • zanzathedog ha detto:

          Stavo pensando che dire “più misterioso di qualcosa che non ho mai, praticamente, visto” è come dire “più misterioso di qualcosa di, soggettivamente, estremamente misterioso”, quindi più misterioso della stessa idea di “misterioso” rappresentata da Lost per chi l’ha visto.

          Comunque cercherò di non deludere nessuno, me in primis.
          Per ora mi sto divertendo tanto 🙂

  3. johnnystecchino ha detto:

    È un’altra emanazione del vermone? In effetti questo ha in comune con Lost: appare subito il mostro, fa bruttissimo, e poi chi lo rivede più?

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