Memorie di Todd Hoover – 04 Novembre

Diario di Todd Hoover, 04 Novembre, 15:10.

Inizio registrazione.
Interlocutore: John Summer.
«John?»
«Hey!»
«Non ti sei più fatto sentire dall’ultima volta, qui a casa…»
«Sì.»
«Ero preoccupato.»
«Naaah…»
«A cosa devo questa chiamata?»
«Per Bill.»
«Bill… Il tipo uscito dal dipartimento di salute mentale?»
«Sì.»
«Che ha combinato?»
«Nulla, nulla… Insomma: dice cose pesanti, non riesco a stargli dietro.»
«In che senso?»
«Parla di un piano, dice che ha bisogno di inviare dei dati nel futuro. E io non sono fatto per queste cose.»
«Credi sia pericoloso?»
«No, ma è da due giorni che non sta zitto, comincia ad essere pesante. Non riesce a dormire e quindi tormenta me; non dorme da tre giorni, sta tutto il tempo davanti la televisione.»
«Vuoi passarmelo? Così vediamo cosa lo preoccupa tanto.»
«Ti ho telefonato per questo: tu ci sai fare con la gente. Grazie, amico. Eccotelo.»

Interlocutore: sconosciuto.
Voler salvare interlocutore?
NO.

Nel display del videotelefono portatile di Todd comparve il viso di Bill completo di due impressionanti occhiaie e vene pulsanti sulla testa.
«Ciao, Bill.»
«Buongiorno signor Hoover.»
Todd non si ricordava di essersi mai presentato a Bill col suo nome completo, inarcò un sopracciglio diffidente; sarà comparso sul videotelefono, rifletté.
«Tutto bene? Come si sta da John?»
«John è molto ospitale, gliene sono grato. Ma non sto tanto bene, da dove vengo usiamo farmaci per dormire. Abbiamo una regolazione artificiale del sonno in modo da poter ricavare il maggior riposo nel minor tempo possibile. Il tempo è una risorsa preziosa nel 2330.»
«Ah, immagino, immagino. Hai provato con dei tranquillanti?»
«No. John dice di averne solo di leggeri, non penso mi aiuterebbero.»
«E con dell’erba? Anche quella aiuta.»
«Intende la cannabis?»
«Ma sì.»
«Dovrei provare. Sa dove posso trovarla?»
«Hai dei documenti riconosciuti dallo Stato?»
«No.»
«Allora chiedi al tuo coinquilino.»
«Sì.»
«Oltre al sonno c’è qualcosa che ti preoccupa?»
«La mia permanenza qui.»
«In che senso? Hai paura di… di che hai paura? Quali sono i problemi dei viaggiatori del tempo? Modificare il futuro, cose così?»
«Anche, sì, ma non è quello il lato peggiore. Vede: da dove provengo ci sono varie correnti di pensiero al riguardo, c’è chi teme che l’intrusione di un elemento estraneo in un determinato periodo temporale possa ribaltare le sorti del futuro e chi crede che il futuro abbia già subito le variazioni dell’elemento estraneo dal momento della creazione del mezzo di trasporto temporale, quindi che la “sorte” non si possa ulteriormente cambiare.»
«Bhé, prova a far saltare in aria il Parlamento delle Nazioni Unite e ne riparliamo.»
«Il secondo punto, infatti, necessita di un totale disinteresse da parte dell’elemento proveniente dal futuro riguardo gli avvenimenti dell’anno in cui è stato trasferito. Deve lasciare che tutto proceda normalmente, seguendo il naturale percorso degli eventi, farsi trasportare con distacco: vivere ciò che gli accade, senza essere a sua volta il principio di nuovi avvenimenti.»
«Bhé, non potresti chiedere di meglio, Bill, vecchio mio. Rilassati e sii felice.»
«Invece no. È questa l’origine della mia preoccupazione: nel 2332 stanno aspettando un mio messaggio, devono sapere della riuscita dell’esperimento.»
«Quale esperimento?»
«Il mio viaggio nel passato. Sono il primo ad averlo fatto! L’intero dipartimento di Fisica degli Stati Mondiali sta aspettando un mio messaggio dal 2134!»
«2128.»
«2128?»
«Sì, siamo nel 2128.»
«Ma…»
«Nessuno te l’aveva ancora detto?»
«No.»
«Il tuo dipartimento di Fisica deve aver sbagliato qualche calcolo se era il 2134 l’anno che avevate preso di mira.»
«Il 2134 era quello più accessibile seguendo le correnti di Merning!»
«Guarda, non so cosa siano le correnti di Merning, né mi interessa. Purtroppo ora sei qui con noi, stavi parlando del messaggio nel futuro: non avete pensato ad un mezzo di comunicazione? Non c’è nessun’onda capace di comunicare tra il passato e il futuro?»
«No. L’unico mezzo di comunicazione tra il passato e il futuro è la storia.»
«Mh. La storia. Mi sembra di essere finito in una fiction decisamente a basso budget, Bill.»
«Forse non capisci quello che sto dicendo: ho bisogno di compiere qualcosa di tanto grande da rimanere nella storia, comunicare con essa. Il mio nome arriverà a chi ha progettato la macchina temporale e sarà un incentivo ulteriore per costruirla: servirò da musa ispiratrice, sarò la loro guida dal passato.»
«Bill, non è proprio “seguire gli eventi” quello che mi stai dicendo.»
«Devo far avere il mio nome nel futuro: in un modo o nell’altro.»
Fine registrazione.

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11 risposte a Memorie di Todd Hoover – 04 Novembre

  1. Rocco R. ha detto:

    Comparire in una pubblicità di videoregistratori sarebbe il massimo. No, non è il massimo. E’ la prima cosa che mi è saltata in mente.

  2. arielisolabella ha detto:

    Secondo me e’ solo stitico..basta una purga!

  3. johnnystecchino ha detto:

    Ripristinare il diritto feudale. Non sarebbe solo eclatante, ma renderebbe più avvincente la sfida a costruire una macchina del tempo, fra roghi e scomuniche.

    Mi giustifico dicendo che è la prima cosa che mi è venuta in mente

    • zanzathedog ha detto:

      L’idea del diritto feudale è davvero apprezzabile, sa mai mi darò allo steampunk stai sicuro che te la ruberò assieme ai roghi e alle scomuniche e ai piccioni a molla.

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