Chiacchierando di Supergods e della meraviglia delle idee

Super Gods
La mia prima teofania pop la ebbi a cinque anni, davanti ad un consunto spillato della Play Press raffigurante Batman, nella sua più totale e tenebrosa maestosità (marchio di fabbrica di Kelley Jones), calarsi sul corpo di una ragazza esanime mentre alle sue spalle un maniaco omicida ricoperto di cicatrici tentava d’accoltellarlo.

Era qualcosa di assolutamente attraente ed oscuro agli occhi della mia somma ingenuità: quel fumetto rappresentava un arcano scrigno del mistero, in attesa di essere aperto e attentamente studiato al riparo della mia materna coperta Linusiana.
Sicuro dell’inattaccabilità della quarta parete mi catapultai all’interno delle avventure di “Batman Saga n.2”, trovandomi circondato dalle folli immagini di Norm Breyfogle pronte a forgiare nel mio immaginario ciò che rimarrà per sempre la personale concezione grafica del Cavaliere Oscuro e del Ragazzo Meraviglia.
Al periodo, a differenza di tanti altri bambini prodigio, non sapevo ancora leggere e mi lasciavo trascinare con vivo sgomento dai disegni cercando di materializzare al mio interno una trama coerente con ciò che vedevo.
Naturalmente non riuscivo quasi mai a farlo e tanta era la mia ignoranza che spesso rinunciavo alla seconda pagina, concentrando i miei sforzi sui dettagli grafici: i denti digrignanti, i drappeggi dei mantelli, le ombre della città e i peli sulle spalle di Bane riuscivano ad incantarmi per interi pomeriggi, non saziandomi mai.
Ogni settimana sfogliavo e risfogliavo quel giornaletto, ormai vicino alla disintegrazione molecolare, con ossessionata attenzione maniacale; la mia immedesimazione era totalmente per Robin, l’unico personaggio sorridente e dai colori sgargianti in una città cupa, buia e colma di uomini muscolosi incattiviti. Robin mi assomigliava fisicamente, stava a fianco di Batman in macchina e nelle pagine finali si trovava legato, bendato e in mezzo ad uno scontro tra Killer Croc e Bane… nelle fogne di Gotham. Un concentrato di qualità che non potevano non farmelo amare visceralmente.
Ricordo con sorprendente nitidezza un persistente gioco del terzo anno della materna che consisteva nella personificazione dei propri eroi: io, con sagace teatralità, non mi risparmiavo mai dall’ergermi oltre lo scivolo presentando la mia doppia identità di Robin, spalla dello stesso Uomo Pipistrello, ragazzo senza paura in un mondo di uomini macchiati delle peggiori atrocità.
In pochi comprendevano la mia scelta, ritenendo il personaggio secondario tra i secondari, ma io non mi facevo intimidire: quello che avevo letto visto nel fumetto in camera mia bastava e avanzava per rendere incrollabili le mie convinzioni.
Convinzioni che non c’entravano nulla con la mia incapacità nel pronunciare la M dopo la T[1], così da impedirmi di scegliere Batman.

Batman Saga 2 Kelley Jones

Vi scrivo tutto ciò perché leggendo Supergods è a questo che pensavo: al senso di meraviglia che i fumetti supereroistici erano in grado di scatenare nella mia giovanissima mente, dandomi ogni volta che volevo la possibilità d’immergermi in un mondo di eroi più forti, più belli e più onesti dell’umanità stessa; eroi tanto potenti nel loro immaginario collettivo da influenzare la mia morale nella concezione di lealtà, giustizia e senso del dovere.

Supergods pone le proprie basi sul concetto di idea: le idee al giorno d’oggi sono tutto[2], hanno il potere di cambiare il mondo, sanno influenzarci e spesso vengono influenzate dalla nostra società; le idee, le essenze delle cose, hanno un valore sociale ed umano che va ben oltre le nostre previsioni.
E l’idea del super-uomo? Quale peso ha avuto nella storia? Come e quanto è mutato nel corso degli anni seguendo l’imperturbabile scorrere degli eventi?
Grant Morrison, autore di questo libro e mio sceneggiatore feticcio, ha deciso di rispondere a questi interrogativi con un saggio sui supereroi, sui fumetti, sul potere delle idee e su una fetta dell’umanità intera.
Caricandosi di una spaventosa mole di informazioni percorre con passo deciso una trama di sognatori, cambiamenti, media, fantascienza, dei pop, guerrieri galattici, nerd, spazi pentadimensioniali, alieni, scrittori prodigio, serio realismo, lettori stravaganti, universi in pericolo, sigilli magici e, naturalmente, immagini parlanti.
Un cammino storicamente accurato impreziosito da una prosa spiccatamente ironica e aperta a qualsiasi lettore, da quello più esperto a chi si approccia per la prima volta al medium fumettistico; un corsa verso una migliore e più aperta comprensione di ciò che rappresentano i supereroi nell’immaginario Morrisiano; una presa di coscienza sulle potenzialità dei fumetti e delle opere mediatiche all’interno delle nostre vite.

Grant MorrisonPrima d’ora non ero mai riuscito ad inquadrare con tanta chiarezza l’incrollabilità di Superman, la celata stravaganza di Batman, la vulnerabilità (anche capitalistica) dell’universo Marvel, la tetra serietà priva d’ironia di Watchmen, e tutto ciò che riguarda il moto artistico e creativo dietro la scrittura di un albo a fumetti.

Supergods è linfa vitale per quelli come me, è una vista panoramica su un mondo occulto concessaci da una delle menti più formidabili e brillanti del 20esimo e 21esimo secolo, un terzo occhio che va ben oltre un veloce e centrato cambio di prospettiva sui più grandi eroi che la terra abbia mai avuto.

Leggendo vi ritroverete catapultati in una spietata dichiarazione d’amore che ripercorrerà la vita dell’innamorato e della sua amata in una storia che nessuno aveva mai osato narrare in questo modo. Una storia in cui si avrà l’opportunità di leggere ciò che pensa Morrison della sua carriera, degli autori che hanno cambiato le carte in gioco della nona arte, dei periodi fumettistici più importanti e della potenza delle idee nel migliorare l’esistenza delle persone. 
A fine lettura sarà facile scoprirvi rinvigoriti di un sano ottimismo su tutto ciò che ci riserva il futuro[3]. In due dimensioni e non.

All Star Superman 1

Appunti di fine aperitivo: un applauso al traduttore Stefano Mozzi e alla portentosa casa editrice Bao Publishing, la cui pubblicazione di questo saggio basta e avanza come rivelazione d’intenti nel rendere il panorama fumettistico italiano un po’ più bello e speciale.

Ho parlato di:

“Supergods”
Autore: Grant Morrison
Casa editrice: Bao Publishing
Potete comprarlo qui

Note:
[1]: Tragico grattacapo di ben due logopediste.
[2]: Affermazione che ho compreso con crudele chiarezza a 13 anni, quando riuscii a convincere mio cugino della presenza di un terrorista all’interno del teatro in cui ci trovavamo, riducendolo in un concentrato di terrore piagnucolante il cui unico istinto primordiale era la fuga istantanea dall’edificio.
[3]: Proprio com’è successo al sottoscritto, ma Morrison mi fa sempre questo effetto.

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14 risposte a Chiacchierando di Supergods e della meraviglia delle idee

  1. Rocco R. ha detto:

    Stai diventando un professionista. Si nota la vena dell’appassionato che ha raggiunto il livello dell’addetto ai lavori in post come questo.

  2. arielisolabella ha detto:

    Hanno chiuso Linus….ti rendi conto!,!!

  3. Hawksmoor ha detto:

    Bella recensione! Mi tocca comprarlo prima o poi!

    • zanzathedog ha detto:

      Grazie!
      E grazie per essere passato di qui 🙂
      Il libro, per gli appassionati di super-eroi, è davvero una meraviglia tra le meraviglie!

      • Hawksmoor ha detto:

        Più che di supertizi sono un estimatore di Morrison 🙂

        • zanzathedog ha detto:

          Allora sarà uno dei più bei saggi che tu abbia mai letto!
          È pieno di chicche fragorose per gli appassionati di Morrison 😀

          • Hawksmoor ha detto:

            A tal proposito ho letto con avidità Grant Morrison: All Star, te lo consiglio se non lo hai letto! Devo dire però che non l’ho letto tutto ma ho divorato solo i capitoli sui fumetti che ho già letto. Visto che mi mancano alcuni pezzi dell’opera di Morrison non da poco, ho preferito lasciare quei capitoli per quando avrò letto tutto :). Se ti interessa sul mio blog sto lavorando ad una guida a 18 Days

            • zanzathedog ha detto:

              Grant Morrison: All Star l’ho letto tutto a parte il capitolo su New X-Men che è l’unica cosa di Morrison pubblicata in Italia che mi manca da leggere.
              Se in G.M.: A.S. si studiano le opere con interessantissimi approfondimenti e interviste, in Supergods è lo stesso Morrison che parla della sua vita, dando il suo punto di vista (pazzesco) su moltissime cose citate anche nel saggio italiano. Si complementano a vicenda 🙂

              Corro a vedere il tuo blog! Scusami se non l’ho fatto prima, ma è stato un periodo un po’ indaffarato :S

              • Hawksmoor ha detto:

                Ma figurati per il blog :). In effetti la cosa più interessante è che le opere di Morrison sono uno specchio della sua vita (vedi gli Invisibili) e lui ci butta tutto quello che conosce con un entusiasmo pazzesco!

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