Lo sconosciuto proveniente dal Sole

«Satellite orbitante di Mercurio, richiedo immediato contatto vocale. Passo.»
«Qui base lunare. Il vostro codice identificativo? Passo.»
«I-55P4. Passo.»
«Bene, sono il generale Korten. Perché avete chiamato? Passo.»
«Abbiamo trovato un superstite. Necessitiamo ordini sul come procedere. Passo.»
«Chiarite “superstite”. Passo.»
«Si tratta di Oliver Platz. Passo.»
«Non ho idea di cosa state parlando… Passo.»
«Signore, le chiedo il permesso di chiudere il nastro di registrazione interno. Vorrei poter comunicare liberamente. Passo.»
Il generale attese qualche secondo prima di rispondere.
«È qualcosa che riguarda il progetto Mercurio? Passo.»
«Negativo. Ma qui sul satellite siamo… ecco… piuttosto scossi. Non saprei come descriverle ciò che è accaduto seguendo il protocollo comunicativo. Passo.»
«Permesso accordato. Potete parlare liberamente, tenente…?»
«Morrison, signore.»
«Tenente Morrison. Cosa significa che avete trovato un superstite?»
«Stamattina alle ore 5 e 21, secondo il meridiano di Greenwich, il radar ha comunicato l’avvicinamento al satellite di un corpo estraneo. Come al solito abbiamo attivato la barriera per evitare danni allo scafo, ma all’avvicinarsi del presunto detrito il computer di bordo ha rilevato… una… forma di vita in esso.»
«Una forma di vita? Nell’area spaziale di Mercurio?»
«Esattamente. Il dottor. Sataka, sentita la notizia, ha attivato una dettagliata scansione all’esterno del satellite rilevando, effettivamente, un essere vivente. Il corpo estraneo in avvicinamento era vivo.»
«Continui.»
«Abbiamo deciso di annullare la barriera per permettere al dottore di osservare meglio la forma di ciò che ci stava venendo incontro e comportarci di conseguenza.»
«Cos’ha visto il dottor. Sataka?»
«Un corpo umano. Era un corpo umano chiuso in una tuta spaziale piuttosto antiquata.»
«Mi sta prendendo in giro?»
«Assolutamente no, signore. Era come sdraiato, col viso rivolto verso di noi.»
«Chi era presente in quel momento?»
«Io, il tenente Troiani, e il dottor Sataka. Più tre sottoposti e il tirocinante del dottore.»
«Siete sicuri non sia stato un…»
Il generale cercò di dosare con attenzione le parole.
«Un’allucinazione collettiva?»
«Piuttosto sicuri, sì. L’abbiamo fatto entrare, ora si sta risposando in infermeria. Sataka gli ha fatto alcuni controlli.»
«Sta riposando in infermeria?!»
«L’abbiamo fatto entrare» ripeté, accigliato, il tenente.
Il generale si sistemò sulla poltrona, davanti la parete di comunicazione.
«Avete fatto entrare un uomo trovato disperso nello spazio? Un potenziale… corpo… estraneo vivente?»
«Il dottor. Sataka era certo fosse un essere umano.»
«E se fosse un… un…»
il generale si avvicinò alla parete con la bocca e sussurrò:
«Un sovietico?»
«Generale Korten, abbiamo sul satellite il biologo Pavlov, a dimostrazione della neutralità del progetto Mercurio. Senza contare i 25 operai russi presenti nel cuore del satellite. Se fosse stata una spia sovietica non crede che sarebbe potuta entrare con altri mezzi?»
Il generale si risedette lasciandosi sprofondare nella morbida imbottitura della poltrona.
«In effetti…»
«Le stavo dicendo: l’uomo ha detto di essere Oliver Platz, americano, 27 anni. Gli abbiamo preso un campione di sangue per fare una ricerca all’anagrafe genetica e…»
Il tenente respirò a fondo prima di proseguire.
«Il suo sangue corrisponde a quello di un certo Oliver Platz vissuto nel 2234.»
Il generale sgranò gli occhi.
«2234…» sussurrò sovrappensiero. Si riprese subito: «È un bugiardo.»
«I suoi racconti sono sorprendentemente dettagliati.»
«Nessun essere umano è in grado di vivere cento… quanti sono? Centotrentaquattro…»
«Centotrentasette» lo corresse il tenente Morrison.
«Centotrentasette anni, per giunta in mezzo allo spazio senza alcun dispositivo a mantenerlo in vita.»
«Secondo Sataka…»
«Non m’interessa cosa dice Sataka!»
Il tenente s’irrigidì.
«Sataka è solo un medico! Qui si sfiora la… teologia.»
«Dio non c’entra nulla. Non in questa occasione.»
Il generale fulminò la parete con lo sguardo.
«Può ripetere, tenente Morrison?»
«Ho solo detto che Dio non c’entra nulla con il ritrovamento di Oliver Platz.»
«IO! IO… LEI… Può darsi. No, ha ragione.»
Dopo qualche secondo di pausa il generale riprese a parlare.
«Che cosa potete dirmi di questo… uomo?»
«Il suo fisico è fermo attorno ai 27 anni, età che l’uomo dice di avere. Crede di essere ancora nel 2234 e non sembra notare alcun cambiamento tecnologico nei mezzi elettronici del satellite. Per quanto leggermente denutrito non presenta alcun problema fisico o malattia.»
«Un esemplare essere umano disperso nello spazio.»
«Un stranezza è che la sua tuta, per quanto vecchia e superata al giorno d’oggi… Ha un design evoluto. Nei musei spaziali non ho mai visto una cosa del genere appartenuta al ventitreesimo secolo.»
«Mh…»
Il generale muoveva con insistenza le gambe, come se colto da un improvviso tremore.
«Se la sarà costruita da solo. Semplice. C’è dell’altro?»
«La cosa che più mi preoccupa, se posso essere sincero con lei, è il lato psicologico.»
«In che senso?»
«Temo abbia qualche sintomo di una forma di schizofrenia.»
«Ne ha parlato con qualcuno?»
«No. Forse non sono l’unico ad essersene accorto, ma il ragazzo è strano. Strano forte. L’abbiamo lasciato in una sala di recupero fisico e mentre gli portavo dei vestiti consoni agli sbalzi gravitazionali l’ho sentito parlare da solo.»
Il discorso fece venire i brividi al generale. Era per questo genere di racconti che non aveva mai accettato una missione spaziale estesa; era convinto che lo spazio fosse minaccioso, l’istinto lo portava a credere in una sua malevolenza nei confronti della razza umana.
Avevano fatto fuori un intero pianeta ed erano sulla buona strada per rovinare definitivamente anche la Luna, cosa impediva all’universo di rifiutare la loro presenza all’interno del suo territorio? Assolutamente nulla.
E forse questo Oliver Platz aveva vissuto sulla propria pelle cosa significava avere un “faccia a faccia” col…
«Generale Korten?»
«Mi scusi tenente, mi ero un attimo distratto.»
«Dicevo che parlava da solo guardando il muro.»
«Questa è bella. Parlava col muro?»
«A dir la verità ho avuto la sensazione stesse parlando col Sole. La direzione era quella e… sembrava una preghiera per il sorgere del mattino.»
«Una preghiera al sole, questa è ancora più bella.»
«Come dobbiamo comportarci, signore?»
«Siete voi che l’avete portato dentro, siete voi che ve ne occuperete.»
«Ma signore!»
«Provate a chiuderlo assieme al biologo Pavlov e vedete che combina» lo anticipò il generale.
Il tenente Morrison serrò le labbra con disprezzo.
«Signore, la cosa è seria. Non sappiamo da dove viene Oliver, né chi sia, perché si trovasse nello spazio e come sia sopravvissuto per anni da solo con una tuta inappropriata.»
«Ci sarà qualcosa di mezzo. Gli avete fatto delle domande?»
«No, non ancora. Eravamo preoccupati riguardo la sua salute. E ora sta dormendo.»
«Bene. Svegliatelo e provate ad interrogarlo. Gentilmente. Chiedetegli tutto quello che m’ha fatto presente e teneteci informati. Intanto cercherò di convincere gli sponsor a farvi inviare una troupe di medici specializzati nei disturbi mentali e nella sindrome di Reynolds. Qualcosa salterà fuori.»
Il tenente, udite queste parole, si rilassò.
«La ringrazio Generale. Davvero.»
«Non ringraziarmi. Siete voi chiusi col superstite, non io. Chiunque sia non c’è da fidarsi finché non sapremo con certezza cosa ci faceva in mezzo al nulla.»
«Ha ragione. Ora la devo salutare, mi affretto ad interrogarlo.»
«Bene, arrivederci Tenente Morrison. E buona fortuna.»
«La ringrazio. Arrivederci Generale Korten. Passo e chiudo.»
«Passo e chiudo.»

Gravity sconosciuto

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7 risposte a Lo sconosciuto proveniente dal Sole

  1. Rocco R. ha detto:

    Oramai sei un diventato un genio della fantascienza… mi spaventa la qualità dei tuoi racconti.

  2. johnnystecchino ha detto:

    Odio fare quello che critica… ma la suspance? Prima Hoover col vermone, adesso un altro racconto in serie. Adesso mi sale l’attesa, mi metterò a cercare spoiler su internet e mi beccherò un virus, mannaggia a te!
    Spero ti vorrai scusare 😉

    • zanzathedog ha detto:

      Hoover e vermone continuano non appena tiro fuori abbastanza capitolini da inserire con tranquillità 😉

      Oliver Platz invece comparirà in un prequel, ma non qui e non su internet. Non appena avrò qualche sicurezza in più vi farò sapere, quasi certamente non sarà una serie lunga come quella di Hoover 🙂

  3. arielisolabella ha detto:

    Condivido L’ orso! Allora qui dove’ finito il Vermone ! E poi se entrassi nella tua testa avrei paura…….

  4. Pingback: Fantafumetti e Gaia Fantascienza | Il Rutto Della Pianta Carnivora

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