Memorie di Todd Hoover – 09 Novembre, 13:16 pt.1

Cos’è successo finora:
2128, Todd Hoover è un affermato pubblicitario dell’agenzia R.Dream, di tanto in tanto si fa di acidi per movimentare la propria carriera artistica e riuscire a controllare il programma da lui stesso creato, parliamo dei Simulanti: programma informatico capace di simulare il nostro mondo e inserirci esseri umani virtuali, gli attori che Todd manovra per creare film o spot pubblicitari. Perché tutto questo? Per risparmiare sui costi di produzione – ormai rifiutati dalle case cinematografiche – e come rimedio all’incapacità degli attori.
John Summer è amico e ufficiale rifornitore di droghe di Hoover, sembra matto o forse è solo scemo; è lui ad aver rimediato a Todd una capsula di M-1808, un parassita simile ad un lombrico solitario capace di secernere droga direttamente nell’intestino del portatore. Non è roba figa e ha degli effetti altalenanti, nessuno sembra riuscire a gestirli bene.
Helen è la fidanzata di Todd, non si capisce esattamente quale sia il suo ruolo in questa storia, a parte mettere in crisi il proprio uomo. Di lavoro fa la critica cinematografica – è così che ha conosciuto Hoover – e adora frequentare Nestly, spazio virtuale encefalico in cui s’incontra la maggior parte della popolazione mondiale. Un vero e proprio Social Network mondiale.
Allison Shelley, invece, è l’ingombrante ex di Todd e figura chiave nella mente del ragazzo; non l’abbiamo ancora incontrata ma spesso si parla di lei.
Infine Bill Chizmar: John l’ha raccolto davanti al dipartimento di salute mentale e l’ha subito fatto conoscere a Hoover, è completamente pelato e dice di provenire dal futuro, per esattezza dal 2332. Dirà il vero? Non si sa.

Dove ci troviamo in questo momento:
Todd Hoover ha appena concluso una lezione all’Istituto di Comunicazione Mediatica Merville, una scuola privata dove si studiano tecniche mediatiche contemporanee e non. Qualche giorno fa è stato bandito da Nestly, lui vuole tornarci dentro, non sa ancora come.

Diario di Samantha Spring – 09 Novembre, 13:16

Ricarica batteria effettuata, inizio registrazione.
Era andata bene, non benissimo, ma era andata bene. Todd si asciugò la fronte con un fazzoletto di stoffa preso dalla tasca posteriore dei pantaloni, con attenzione se lo passò intorno alla bocca e lo richiuse in due parti, infilandoselo nella giacca.
Con un cenno della mano spense il proiettore lasciando la lavagna interattiva al buio.
Facendosi largo tra la folla il direttore Ryan Roy gli venne incontro con sguardo compiaciuto, gli occhi lasciavano trasparire una certa eccitazione.
«Allora? Com’è andata con i miei studenti?»
«Ho dovuto spegnere il comunicatore a onde per avere la loro attenzione.»
Ryan parve infastidito.
«Non l’ascoltavano?»
«Non erano proprio presenti.»
«Mi sembra stano. Io… Non so come farmi perdonare, li avevamo avvertiti riguardo l’abuso della rete interna dell’istituto. Non avrebbero dovuto permettersi.»
«E invece si sono permessi eccome. Le dico subito che la prossima lezione non tollererò…»
«Chiedo scusa» ad interromperli era una ragazza.
Todd si voltò lasciando cadere a vuoto la frase di rimprovero. Facendo due passi indietro si allontanò dalla ragazza: c’era qualcosa nel suo viso che non aveva mai visto, dettagli che lo impressionarono in un misto d’incredulità.
La faccia della ragazza era di un verdognolo elettrico, scolpita in forme fluttuanti indefinibili: zigomi pungenti andavano a coprire parzialmente gli occhi contratti in due fessure nere; la bocca, stretta e incurvata all’insù era composta da due labbra rosate e piuttosto carnose; le sopracciglia parevano solamente accennate poco sotto a interferenze grafiche che partivano dalla base della fronte.
«Samantha!» esclamò con gioia il direttore, allargando le braccia e accogliendo la ragazza di media statura.
«Le presento Samantha Spring, la nostra migliore studentessa. Samantha, lui è…»
«Todd Hoover, ero presente alla lezione.»
La ragazza portò avanti la mano, Todd gliela strinse con fare impacciato: l’unica cosa a cui riusciva pensare era la voce. La ragazza aveva la voce fuori sincro, le labbra si muovevano con un minimo ritardo rispetto la parole.
«Non potresti spegnere quegli affari? Non vedi che il signor Hoover è a disagio?»
«Ma no, io…» balbettò Todd, cercando di giustificare la propria, prima, reazione disorientata.
«Mi scusi, non volevo infastidirla. Sono così abituata a portarli che non mi rendo nemmeno conto» disse Samantha sfiorandosi l’orecchio sinistro.
Con un sottile ronzio l’instabile maschera verde si dissolse mostrando ciò che nascondeva: un viso illuminato di una splendida allegria.
Gli occhi, prima spaventosamente sottili, erano enormi e nocciola, leggermente truccati e sottolineati dalle guance, a loro volta arrotondate dalle labbra illuminate da due meravigliosi incisivi superiori.
I capelli, ora meglio in mostra, erano castani chiari, legati in due lunghe trecce che pendevano da entrambe le spalle aggiungendo un tocco armonioso alla ragazza.
L’equilibrio era rotto da tre cerchi metallici – due nelle scapole e uno inserito al centro della fronte – simili a videocamere poco meno grandi di un bottone e splendenti sotto la luce dei neon.
Tutta l’attenzione di Todd era concentrata sul tilaka frontale, cosa di cui Samantha si accorse subito.
«Non ne ha mai visto uno? Sono innesti superficiali: proiettori olografici per la creazione di tatuaggi tridimensionali.»
«Tatuaggi?»
«Tatuaggi animati collegati direttamente alla corteccia motoria. Il mio è un prototipo, siamo sicuri saranno un successone tra qualche anno. L’unico problema è che ci vogliono tre proiettori per produrre un ologramma pulito.»
«Samantha è tra le nostre migliori studentesse. Forse la più promettente, di sicuro se ne sarà accorto durante il corso: ha una visione estremamente acuta dell’utilizzo dei media come mezzi di d’intrattenimento» spiegò il direttore Roy con entusiasmo.
Todd Hoover si rese conto dove aveva già sentito quella voce, Samantha era la studentessa che a inizio lezione gli aveva posto alcune domande riguardo i Simulanti. L’unica che pareva interessata al suo programma.
[Continua…]

Macchina del futuro

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6 risposte a Memorie di Todd Hoover – 09 Novembre, 13:16 pt.1

  1. arielisolabella ha detto:

    Mi piace ! Voglio anch io il tatuaggio in 3D !e poi e poi?????

  2. johnnystecchino ha detto:

    Ma è un’idea geniale! E sono anche sonori i tatuaggi 3D? Io voglio il tatuaggio di una pantera 3D che spaventi gli aggressori che mi arrivano alle spalle.

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