Memorie di Todd Hoover – 09 Novembre, 13:16 pt.2

Todd Hoover si rese conto dove aveva già sentito quella voce, Samantha era la studentessa che a inizio lezione gli aveva posto alcune domande riguardo i Simulanti. L’unica che pareva interessata al suo programma.
«È un piacere poter partecipare alle sue lezioni, signor Hoover.»
«Chiamami pure Todd. Ti è piaciuta la lezione di oggi?»
«Sì, è stata una sorpresa scoprire così tante fasi di lavorazione dietro ai suoi film. Non l’avrei mai immaginato, credevo i Simulanti molto più semplici da dirigere.»
«Diciamo che ci vuole una buona visione d’insieme, altrimenti si rischia di trascurare dettagli importanti.»
«Sono andata a vedere altri film girati con i Simulanti, ma solo lei riesce a farli recitare in quel modo. È… strabiliante!»
«Io non li faccio recitare, io li faccio vivere. I miei colleghi non riescono a capire questa differenza. Non sono capaci di caratterizzarli in maniera completa, tralasciano sempre qualcosa.»
«Perché ha smesso di fare lungometraggi e si è dato alla pubblicità?»
Samantha pose la domanda con tale ingenuità da spiazzare Todd: non sapeva cosa risponderle, non aveva una risposta adatta.
Il direttore Ryan Roy, con un raggiante sorriso, s’intromise nella discussione:
«Bravi, bravi, proprio una bella discussione. Come può vedere, signor Hoover, i miei studenti non sono tutti dei perfetti imbecilli. Ora… Mi spiace, ma devo lasciarvi, ho qualche pratica da archiviare. Arrivederci. Ciao Samantha, stammi bene.»
La ragazza salutò l’uomo con un timido cenno della mano, mentre Todd si lasciò andare in un movimento del capo.
Senza accorgersene erano rimasti soli nell’aula, se n’erano andati via tutti.
Todd indicò la rotonda videocamera posta nella fronte di Samantha.
«Come hai fatto ad averli? Non ne ho mai visti in commercio.»
«Mio padre è Dave Spring.»
«Dave Spring… L’uomo degli ologrammi?»
«Proprio lui. Lo conoscono in pochi, ma diventeremo presto famosi» la ragazza si alzò impercettibilmente sulla punta dei piedi e si rilasciò cadere
«Manca poco e potremo sostituirli definitivamente ai televisori. Si tratta di un paio d’anni e saranno alla portata di tutti. Abbiamo trovato un modo per eliminare la base di specchi.»
«La mia fidanzata ne ha uno di quel tipo.»
«Come si trova?»
«Non me ne ha mai parlato, credo bene.»
«Non l’ha mai provato?»
«No, non guardo molta tv. Non con lei.»
«Comunque i proiettori a specchio non hanno un’alta definizione di profondità, e la saturazione dei colori è sempre eccessiva. Non sono il massimo. Però ci stiamo evolvendo» la ragazza concluse con allegria. Quindi si mosse di qualche passo verso l’uscita dando le spalle a Todd: aveva un corpo sodo e arrotondato. Il sedere, non troppo grosso, veniva dopo splendidi fianchi stretti; il cappuccio della felpa le cadeva dietro la schiena, enfatizzando la postura perfetta. “Sembra un’atleta non troppo cresciuta” pensò Todd con imbarazzo.
Samantha si ritoccò dietro l’orecchio sinistro e attivò un leggero ronzio.
«Signor Hoover?»
«Sì?»
Samantha si voltò mostrando un grosso punto interrogativo rotante porpora al posto della faccia.
«E invece lei che mi dice dell’M-1808?»

Attrattiva

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2 risposte a Memorie di Todd Hoover – 09 Novembre, 13:16 pt.2

  1. arielisolabella ha detto:

    Ecco la fatidica domanda!! Che mi dici ehhhhhhh?

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