Il Segreto di Billy Anderson pt.2

Il vecchio, caro, Billy apre la porta, facendola ruotare sui perni all’interno dell’edificio.
Alle sue spalle compare un intero zoo, completo di gorilla, struzzo, pinguino, cerbiatto e leone pure. Un intero, maledetto, zoo in gran movimento. Nessun animale pare prestarmi attenzione, sono tutti allegramente affaccendati a dondolarsi dal lampadario, saltellare sui divani, sbraitare e quelle cose che di solito fanno le bestie in buona salute.
Billy mi fa entrare di tutta fretta e richiude la porta con gran agitazione. Mi manca Tharla, mi manca lei e la sua vocina sempre agitata.
Non dovevo prendere il permesso, assolutamente no. Perché l’ho fatto? Guarda dove mi sono cacciato. Mai mi sarei immaginato– Parola mia, qualcosa del genere va sopra ogni previsione. Sopra ogni comprensione.
Eppure. Eppure me lo dovevo aspettare. Quando Billy aveva parlato di un segreto: i segreti non hanno mai giovato i loro possessori, quando mai è successo?
Mai.
Le persone per bene non possiedono segreti da condividere o da mantenere tali, parola mia.
E invece eccomi qua, col vecchio Billy e il suo segreto in gran movimento che gironzola per le mura come se niente fosse.
Ora prendo la rincorsa e mi catapulto fuori. Garantito.
Come se nulla fosse.
Non è successo niente. Non ho visto niente. Forse sentito qualcosina, ma i versi animali che rimbombano nella mia scatola cranica serviranno a ben poco dinnanzi alle forze dell’ordine. E Billy ha avuto il buon senso di non–
Ma che importa? Io non ho visto niente, nossignore. Cosa ci faccio ancora qui?
Billy è tutto indaffarato a contorcersi le ditina fra loro, tenendo lo sguardo basso.
Io me ne vado.

«Ti volevo far vedere loro.»
«Billy caro, non so di cosa tu stia parlando.»
«Gli animali, Eric. Gli animali.»
«Sono veramente carini, sai? Ma io non posso proprio rimanere qui. Non posso proprio, comprendimi.»
«No, certo che no. Ma ho davvero bisogno del tuo aiuto.»
«Non saprei come poterti aiutarti, Billy caro. Mi sembrano tutti in piena salute.»
Uno scoiattolo si scaraventa sui miei piedi scintillando e stridendo con baccano. Mi prendo un accidente della malora. Ha un braccio, signorsì un vero e proprio braccio, che ruota su se stesso incessantemente, dandogli un gran d’affare nel tenerlo sotto controllo e gestirlo come meglio può.
La velocità di rotazione dell’arto, giuro sulla notte di ristoro che va aspettandomi stasera, è tale da alzarlo dal pavimento, per poi rigettarlo a terra.
Sgranando gli occhi, impressionato, riprendo il discorso da dove l’avevo lasciato.
«Come dicevo, qui le cose vanno ottimamente direi.»
«No, per niente, proprio per niente, Eric, amico mio. Sono desolato. Sono davvero desolato. Desolato.»
«Billy, sei sicuro di aver bisogno del mio aiuto? Sei sicurissimo di aver bisogno del mio aiuto, qui, ora?»
«Ci ho pensato bene, sono giorni che ci penso, ma sei uno dei pochi amici che mi rimangono. E–»
Billy caro, sento la morsa della tua trappola stringersi pian pianino, la sento scivolare nelle mie orecchie e afferrarmi il cervello con tale grazia e tatto da poterti ringraziare.
Lentamente, come solo un bravo cacciatore dalla infinita pazienza saprebbe fare, sento la tua voce ingabbiarmi dentro parole, oserei dire, chirurgiche, sicuramente studiate con stimabile dovizia.
La tua è una dote che molti ambiscono ma pochi possiedono: hai un’immaginazione capace di prevedere tanto bene le azioni altrui da poter contemplare anticipatamente le proprie contromosse, pari solo a un fine stratega o a un abile scacchista. Io non posso far altro che rimanere ammaliato da questa tua capacità, e dalla disinvoltura con cui riesci a simulare frasi che, ne sono certo, avrai studiato decine e decine di volte prima di mettere in pratica.
Vorrei quasi arrendermi, lasciarmi andare, smettere di combattere e farmi succube di tutto ciò che hai architettato nei giorni passati, prima di chiamarmi. Sappiamo entrambi che, con le tue umili, gentili, preoccupate– farneticanti– maniere, non riuscirò a far altro che ascoltarti, intontito come solo un amico può essere, e cercare di aiutarti in qualsiasi maniera entro le mie capacità.
Siamo seri, è inutile allungare il brodo, questi sono i fatti nudi e crudi. Entrambi ci conosciamo troppo bene per non sapere come andrà a finire, e diciamolo: andrà a finire che rimarrò qui, a dividere con te il peso di questo tuo segreto, circondato da bestie prive di alcun controllo.
Sto ancora pensando fra me e me quando Billy finisce di parlare.
«–iamo nulla.»
Sorrido.
«Billy, Billy ascolta: non è che ne possiamo parlare domani, davanti a una bella tazza di caffè? Eh? Ti pare una bella idea?»
«No, Eric. No no no, meglio parlare subito. Subito.»
«Occhei, Billy, non mi lasci altra scelta.»
«In che senso?»
Indietreggia tutto agitato, scalpicciando sul pavimento come un anatroccolo sperduto. Billy, sei sempre il solito. Si è spaventato, lui. E io cosa dovrei dire? Che tanto sto penando e, parola mia, penerò fin quando non avrò varcato la soglia del mio accogliente alloggio.
«Cos’hai capito? Intendo: parliamo. Se non vuoi proprio rimandare a domani, parliamo. Di cosa vuoi parlare?»
«Ma Eric, tu non mi hai ascoltato.»
«Certo che ti ho ascoltato. E ho capito che hai un segreto da rivelarmi, un segreto che non mi hai ancora detto.»
«Ma non lo capisci?»
«Sì, sì, capisco tutto. Sono qui per aiutarti, dimmi quindi.»
«Gli animali. Non li ho comprati. Non vedi tutti questi animali? Eric, stai bene?»
«No Billy, mi ferisce doverti riporgere la stessa domanda, tu stai bene? Perché io, in completa franchezza, non credo.»
«No, hai ragione, non sto bene. Ma è esattamente per questo motivo che ti ho chiamato. Ho bisogno di qualcuno con cui consultarmi.»
«Ed eccomi qua, perbacco. Vuoi?»
«Che dio ti benedica, Eric. Sei un grande amico.»
«Lo so, lo so. Tutti vorrebbero un amico come me, stanne certo. Molti ne avrebbero bisogno, parola mia.»
«Verissimo, verissimo caro, vecchio, Eric. Ebbene, gli animali che puoi vedere, qui, nel mio trasandato appartamento, non sono– ecco– io– sì– non sono veri e propri animali. Come posso dire? Li ho portati via dal centro di assemblaggio del dipartimento nove, quello in cui lavoro. Sai bene di cosa sto parlando. Non ho avuto il cuore di, di, oh che brutta parola, di liquidarli. Non ho proprio avuto il cuore di liquidarli. Sono esseri senzienti, Eric amico mio. Come potevo distruggerli una volta data la vita? E per cosa, poi? Per cosa? Perché i difetti non sono ammessi? Ma i difetti esistono da sempre in natura, e quindi perché rifiutarli? Sarebbe come rifiutare la natura stessa, noi costruiamo animali per replicare una tale bellezza come la natura e le sue creature, ma siamo così imperfetti da non tollerare l’imperfezione, capisci? Oh, dio, Eric, che dio abbia pietà di noi. Che dio abbia pietà di noi. Non sono riuscito a compiere un atto tanto vile e disgustoso. Questi poveri animali, da noi creati e da noi condannati, cosa hanno fatto per meritarsi un giudizio così crudele come la morte?
Totale.
Eterna.
Non ce l’ho fatta. Mi sentivo indegno di questo compito, qualsiasi essere umano al mio posto lo sarebbe stato. Non solo io, tutti! Sputare sullo splendore totale di questa terra, l’origine di tutte le cose, solo per un nostro capriccio? Giammai. Giammai! Non ce l’ho proprio fatta. Li ho portati qui, in salvo, lontani da occhi indiscreti, stupendi nella loro naturale imperfezione. Ecco cos’ho fatto.»
Io dico, ma siamo impazziti?
[Continua il 25/05]

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Fantascienza e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Il Segreto di Billy Anderson pt.2

  1. arielisolabella ha detto:

    Quante profonde eppur banali verità hai scritto qui…riesci sempre a stupirmi per saggezza e giovane età ogni tanto penso che dietro di te si nasconda un vecchietto rugoso zen e paziente …bravo bravo bravo….mi piace tanto come scrivi ma questo te lo dico sempre…..:-)
    Io non sono una persona per bene perché ho segreti da nascondere…

Scrivi pure qui

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...